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Il Papa che vuole medicare le ferite della Chiesa d’Austria

Dall’inviata

Angela Ambrogetti

VIENNA – La giornata del pellegrinaggio mariano si chiude con il canto corale della Salve Regina nella basilica di Mariazell. Il Papa con gli occhi rivolti alla figura dorata della Mater Austriae  si allontana  tra gli applausi dei religiosi con i quali ha recitato i Vespri. Il successore di Pietro è in visita presso una Chiesa che ha attraversato grandi difficoltà e prove in tempi moderni, come ha ricordato proprio Benedetto ai giornalisti sull’aereo. “Grazie a tutti quelli che hanno sofferto in questi ultimi anni. So che la Chiesa in Austria ha vissuto tempi difficili: tanto più sono grato a tutti – laici, religiosi e sacerdoti – che sono rimasti, in tutte queste difficoltà, fedeli alla Chiesa, alla testimonianza a Gesù, che nella Chiesa dei peccatori hanno tuttavia riconosciuto il Volto di Cristo. Non direi che sono già totalmente superate queste difficoltà: la vita in questo nostro secolo – ma questo vale un po’ per tutti i secoli – rimane difficile; anche la fede vive sempre in contesti difficili. Ma spero di potere un po’ aiutare nella guarigione di queste ferite, e vedo che c’è una nuova gioia della fede, c’è un nuovo slancio nella Chiesa, e vorrei in quanto posso confermare questa disponibilità ad andare avanti con il Signore, ad avere fiducia che il Signore nella sua Chiesa rimane presente e che così, proprio vivendo la fede nella Chiesa, possiamo anche noi stessi arrivare alla meta della nostra vita e contribuire ad un mondo migliore”. E sabato sera ai religiosi nel santuario più amato dell’Austria il Papa ricorda, in tre punti, quali sono gli impegni della vita consacrata: castità, povertà e obbedienza. “La vita al seguito di Cristo è, di fatto, un’impresa rischiosa, perché siamo sempre minacciati dal peccato, dalla mancanza di libertà e dalla defezione. Perciò abbiamo tutti bisogno della sua grazia, così come Maria la ricevette in pienezza. Impariamo a guardare sempre, come Maria, a Cristo prendendo Lui come criterio di misura”. Non è un Papa che condanna. Piuttosto un padre che ama e si cura delle difficoltà dei figli. Negli anni ‘90 la crisi di alcuni seminari austriaci mise in seria difficoltà la vita religiosa. Oggi Benedetto prega la Madre del Mondo e dell’Austria di essere vicina alla Chiesa che rinasce affrontando le nuove sfide della lontananza da Dio. Verità, Amore, coraggio e sacrificio come parti dell’Amicizia con Gesù. La sera ha portato via da Mariazell la pioggia, ma rimane il vento forte che scuote i pini delle montagne. Il Papa saluta il fratello Georg e, in auto, riparte per Vienna. I vescovi, nel pranzo ufficiale, gli hanno regalato uno spartito di Joseph Haydn: Ave Regina Caelorum. Domenica  nel duomo di Santo Stefano risuonano ancora le note dell’artista, la Messa di Mariazell, composta proprio in onore della Madonna. E’ lei la protagonista di questo viaggio nel quale Benedetto XVI affronta le sfide europee dei limiti della scienza, della passione per l’uomo, della necessità della ragione in dialogo con la storia.