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Santi e beati: quando la fretta è cattiva consigliera
di Pietro Siffi
La Santa Chiesa è sempre stata molto prudente nel proclamare Santi e Beati: essa impegna – nella persona del Sommo Pontefice – la propria infallibilità, indicando alla venerazione dei fedeli persone che si sono distinte nell’esercizio eroico delle virtù. Ma la prudenza della Chiesa non necessariamente si accompagna ad uno snervante temporeggiare: prova ne sia la recente canionizzazione di San Pio X, elevato agli onori degli altari nel giro di qualche decennio. Un suo predecessore, il Beato Pio IX, il Papa della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione e della promulgazione del Sillabo, ha languito viceversa per oltre un secolo alla Congregazione de causis Sanctorum, ma non perché mancassero elementi più che validi alla sua beatificazione e canonizzazione, bensì perché la chiusura del processo e la successiva inclusione nel Martirologio avrebbero – a detta di alcuni – creato problemi di natura politica e diplomatica. Un Papa “scomodo”, insomma. Come se la storia della Chiesa abbia annoverato Papi “comodi”. Non parliamo del Servo di Dio Pio XII, che a causa delle pressioni delle lobby giudaiche esterne alla Chiesa e moderniste interne ad essa, non vede chiudersi il proprio processo. Dall’altra parte vi sono personaggi che pare possano godere di una corsia preferenziale: per essi la proverbiale prudenza di Santa Madre Chiesa concede una deroga; una fretta incomprensibile, dettata da pressioni di movimenti ecclesiali, fa passare sopra casi ritenuti di macroscopica incompatibilità con il normale iter di beatificazione, senza che vi siano – almeno apparentemente – ragioni serie e concrete per questo convulso bruciare le tappe. Ecco allora che madre Teresa di Calcutta, una delle icone del solidarismo più orizzontale del nostro tempo, per volere di Giovanni Paolo II viene proclamata beata, salvo poi scoprire che l’apostola dei lebbrosi aveva lasciato vergate nero su bianco molti dubbi sull’esistenza di Dio, dando ordine di distruggerle. Pio IX ha atteso molti anni, ma alla fine la Chiesa ha ratificato ciò che in cielo la Santissima Trinità aveva stabilito ben prima. Attenderà anche Pio XII, finché la Sinagoga avrà voce in capitolo nella questioni interne alla Chiesa. Ma possiamo credere ch’egli goda già della visione beatifica assieme ai Santi Pontefici che celebrano le glorie della Chiesa trionfante.
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