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Quella furtiva lacrima che accomuna il Papa teologo e il Papa buono
di Bruno Volpe
CITTA’ DEL VATICANO – Le storie degli uomini si mescolano con quelle di Dio: una lacrima furtiva, che solo l’occhio indiscreto delle telecamere può riprendere, vela lo sguardo di Papa Benedetto XVI mentre abbraccia una ragazza romana (foto). Il teologo si riscopre padre, nonno, amico, uno di famiglia, e anche il suo discorso è “contagiato” da questo spirito che ricorda molto, e da vicino, lo stile pontificale del Beato Giovanni XXIII, nella memoria e nel cuore di tutti, anche di chi non ha vissuto la sua stessa epoca, come il Papa Buono. Vi sono impressionanti analogie tra le parole pronunciate dal Santo Padre all’Agorà di Loreto e quelle che uscirono dalla bocca di Angelo Giuseppe Roncalli quando, dopo l’apertura del Concilio Vaticano II, si affacciò alla finestra del suo studio per pronunciare lo storico e indimenticabile “discorso della luna” (“tornando a casa troverete i bambini; date una carezza ai vostri bambini e dite: questa è la carezza del Papa; troverete tante lacrime da asciugare, ma dite una parola buona: il Papa è con noi, specialmente nelle ore della tristezza e dell’amarezza”). Parole che scaldano il cuore e accendono l’anima ancora oggi, parole che sempre e comunque sorreggeranno e difenderanno la Chiesa, Madre e Signora davanti ad ogni calunnia e cattiveria. Parole tanto simili a quelle pronunciate da Benedetto XVI a Loreto: “Il Papa vi è vicino – ha detto il Santo Padre parlando ai giovani nella spianata di Montorso -, condivide le vostre gioie, le vostre pene, le vostre speranze più intime (…) Vi abbraccio con cuore di padre”. Questo stile praticamente identico a quello del Beato Giovanni XXIII smentisce, ancora una volta, tutti coloro che alla sua elevazione alla Cattedra di Pietro, ma anche prima, avevano dipinto il Cardinale Joseph Ratzinger come un freddo teologo, uno studioso che viveva nel cosmo. No, Papa Benedetto XVI, oltre che un gigante del nostro tempo, oltre che un signor teologo, ha un cuore e un animo grandi come la sua Fede. Gli abbiamo sempre voluto bene, ma questo affetto si è moltiplicato settanta volte di più dopo la tappa di Loreto. Cioè, adesso si può ben dire lo amiamo all’infinito. Per le emozioni, per le parole, per le preziose emozioni che sempre ci trasmette e per le quali venderemmo tutto, ripetiamo: grazie Santo Padre, grazie di cuore!
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