di Bruno Volpe
CITTA’ DEL VATICANO – Il decano dei vaticanisti americani, John Allen Jr (nella foto con il Papa), figlio d’arte (il padre è stato uno dei principali giornalisti religiosi degli States), Direttore del “National Catholic Reporter”, tra i più qualificati e seri quotidiani on-line sulla Chiesa, autore del best-seller “Opus Dei”, ha accettato volentieri di parlare con “Petrus” di Benedetto XVI.
Dottor Allen, cosa pensa del Papa?
“Per parlare di lui ci vorrebbe un libro, un bel libro. E’ un Papa che sa insegnare, e in primo luogo vuole insegnarci a riconoscere la nostra forte identità cattolica. La sua scommessa è che il futuro del cristianesimo in Europa è quello sì di una minoranza, ma di una minoranza creativa, più chiara e più evangelica, e perciò più influente”.
E come giudica Benedetto XVI dal punto di vista umano? In tanti lo avevano erroneamente descritto come un teologo freddo e distaccato…
“Joseph Ratzinger rappresenta una figura affascinante, è un uomo di grande libertà interiore”.
In Italia impazza il dibattito sulle tasse: lei da vaticanista e da americano come lo giudica?
“Il dibattito italiano sulle tasse, anche se per puro caso, è di grande attualità in tutto il mondo, in particolare in quello spicchio di emisfero in via di sviluppo, dove la lotta contro la corruzione, e quindi anche contro l’evasioen fiscale, è un impegno fondamentale della Chiesa”.
Intanto è sempre più vicino il viaggio di Benedetto XVI in Austria: che significato dà a questa trasferta del Papa?
“L’Austria è la casa del Cardinale Christoph Schonborn, il più ratzingeriano dei ratzingeriani. E’ dunque il banco di prova definitivo su come e quanto il Papa sappia richiamare a sé le folle. In Austria, d’altro canto, la Chiesa cattolica rappresenta solo una minoranza, ma con prospettive di crescita e di espansione”.