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La notte oscura di Madre Teresa
di Bruno Volpe
CITTA’ DEL VATICANO – Alzi la mano o scagli la prima pietra chi non ha mai vissuto la sua “notte oscura della fede”, così come la chiamava il mistico spagnolo San Giovanni della Croce. Essa è quel sentimento di angustia, a volte di avvolgente depressione, che ha portato non pochi Santi e Beati a dubitare addirittura dell’esistenza di Dio. La notizia ripresa e ampiamente diffusa in questi giorni dai principali organi di informazione del mondo riguarda la preannunciata pubblicazione negli Stati Uniti d’America, il prossimo settembre, degli scritti inediti di Madre Teresa di Calcutta che evidenziano una sua crisi di fede durata più o meno 50 anni. Dalle lettere pronte ad essere divulgate, emerge una Madre Teresa quasi incredula davanti al mistero dell’Altissimo, che non va per il sottile e si auto-definisce “iprocrita” perchè “sento ma non ascolto”. Certo: il colpo sembra grosso, ma riflettiamoci bene. La storia dei Santi e dei Beati, come abbiamo scritto in apertura di questo articolo, è costellata di dubbi, di notti oscure, a volte di incredulità. Anche Gesù sulla Croce gridò: “Padre mio, perché mi hai abbandonato?”. E Benedetto XVI, l’anno scorso in Polonia, calpestando il campo di concentramento di Auschwitz, pure elevò il suo dolore al Cielo: “Dov’era Dio e come ha potuto permettere che accadesse tutto questo?”. Sono le domande di chi si interroga non propriamente sull’esistenza di Dio, perché in essa crede e con la propria testimonianza contribuisce a far credere, ma sull’opera del Male nel mondo. E sappiamo bene che Madre Teresa ha assistito a così tanto male che chiunque, probabilmente, sarebbe andato incontro allo sconforto, all’abbattimento, alla depressione che, scopriamo oggi, ha dovuto affrontare lei, nel silenzio assoluto, per mezzo secolo di vita. Ma, grazie a Dio, poi la Beata di Calcutta, la soccorritrice di milioni di bisognosi, si è abbandonata completamente nelle mani dell’Altissimo ed è così uscita a testa alta dalla sua notte oscura.
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