|
|
|

|
|
La Donna vestita di Sole e la vittoria sul Dragone rosso
di Pietro Siffi
Nella solennità che celebra il dogma dell’Assunzione di Maria Santissima al cielo, il Santo Padre ha tenuto un’omelia in cui ha voluto commentare il passo dell’Apocalisse di San Giovanni proposto dalla Liturgia. I Santi Padri ed i Dottori della Chiesa hanno indicato nella Donna vestita di sole e coronata di stelle Maria Santissima, Madre del nostro Dio e Signore Gesù Cristo. Una Donna che appare indifesa nel momento del parto, ma che Dio ha scelto ab initio et ante sæcula come Colei da cui sarebbe nato il Salvatore. In vista di questa divina maternità, Ella è stata preservata dal peccato originale ed ha potuto seguire nella gloria del Cielo il Suo Figlio, senza conoscere la corruzione della tomba. Nella visione dell’Apocalisse vediamo la Santa Vergine umile, apparentemente debole, ma pronta a scontrarsi con il diavolo e l’inferno. E dall’altra parte il dragone, che non ha dimenticato la maledizione di Dio dopo la colpa di Adamo e la promessa della vittoria sul Serpente da parte della Vergine. Nella misteriosa fuga della Donna in un luogo preparato per Lei da Dio, l’interpretazione patristica indica uno dei passi della Sacra Scrittura in cui si allude al dogma dell’Assunzione: è Lei, in corpo ed anima, quell’Arca del Testamento che San Giovanni scorge nel tempio di Dio in cielo. E le sue doglie per cui grida e soffre – ancorchè Ella sia già nella beatitudine eterna – sono quelle che come nostra Madre soffre per darci alla luce della Grazia: «di noi che, trattenuti ancora in questo esilio, abbiamo bisogno di essere generati al perfetto amore di Dio e all’eterna felicità. Quanto ai dolori del parto, significano l’ardore e l’amore coi quali Maria veglia su di noi dall’alto dei Cieli e lavora con infaticabili preghiere per completare il numero degli eletti» (S.Pio X, Ad diem illum, 2 febbraio 1904). Il trionfo con cui Cristo ha sconfitto il demonio è lo stesso che nel Protoevangelo (Gen. III, 15) viene annunciato per la Santissima Vergine: anche Lei, per volere di Dio, ha vinto il Serpente e la morte che dalla colpa è derivata a tutti gli uomini. Così il Salmista esclama: «Sorgi o Signore, tu e l’arca della tua santificazione» (Ps. CXXXI, 8), riferendosi alla Resurrezione di Cristo ed all’Assunzione della Beatissima Vergine. E se ci onoriamo di avere Nostro Signore come Re – avendoci Egli riscattato dalla schiavitù del peccato ed essendo il Capo del Corpo Mistico – così abbiamo la Madonna come nostra Regina, in virtù della Corredenzione che Ella ha operato unendosi totalmente al Sacrificio del Suo Figlio. Abbiamo in Dio il nostro Padre, che ci ha creato e redento, e nella Beata Vergine Maria la nostra Madre, che intercede per noi al trono dell’Altissimo. Quel dragone terribile e spaventoso che si scatena contro l’Immacolata sa di essere già condannato alla sconfitta, ma nell’accecamento del proprio orgoglio cerca di vanificare i frutti della Redenzione trascinando con sé all’Inferno il maggior numero di anime. Ma il Cristiano sa di poter invocare Colei che è onnipotente per grazia, che nella sua umiltà calpesta il capo del Serpente e che la Liturgia invoca come «terribilis ut castrorum acies ordinata», terribile come un esercito schierato in battaglia. Nella festa dell’Assunzione il Pontefice ci ha ricordato la presenza del demonio e delle sue insidie in questo nostro esilio terreno: una presenza che ci segue nel corso della storia e che alla fine dei tempi raggiungerà il proprio apice, proprio nell’imminenza della sconfitta; ma nella Vergine Santissima Benedetto XVI addita alla contemplazione dei fedeli l’infallibile difesa che la Santa Chiesa – ed ogni Cattolico – può invocare in proprio soccorso, sapendo che nell’onorare Lei rendiamo onore a Dio, che si è compiaciuto di operare per mezzo Suo «grandi cose», come cantiamo ai Vespri nel Magnificat.
|
|
|