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L’Assunzione di Maria tra la bellezza della liturgia orientale e le preghiere della Chiesa latina
di Angela Ambrogetti
CITTA’ DEL VATICANO – C’è una chiesa nel cuore di Roma, che forse pochi hanno visitato, Santa Maria in Via Lata dove ogni anno si rivive la profonda bellezza della liturgia orientale anche nelle preghiere della Chiesa Latina. La chiesetta, oggi in stile barocco, è costruita su parte dell’antico quartiere romano, e visitando gli scavi si vede anche l’antico luogo di culto paleocristiano, poi le costruzioni medioevali, fino alle fondamenta dell’attuale costruzione, parte del palazzo di un gioiello d’arte, come a Roma ce ne sono un po’ ovunque. Ma la vera preziosità di questa chiesa è il Centro di Cultura Mariana animato da Padre Ermanno Toniolo dei Servi di Maria, teologo del Marianum, che ha la sua sede proprio qui. E ancora più preziose sono le celebrazioni che si svolgono nel corso dell’ anno liturgico. Dai sabati mariani, all’Ora della Madre, alla Quindicina dell’Assunta: la piccola Quaresima mariana. Seguendo la ricchissima tradizione delle Chiese Orientali, nelle due settimane che precedono la solennità dell’Assunzione in Cielo di Maria, ogni giorno la chiesetta in Via del Corso si affolla di fedeli che pregano con i tropari della liturgia russa per prepararsi alla grande celebrazione del 14 sera. Una veglia che da anni si svolge a Santa Maria Maggiore, il tempio mariano più importante d’Occidente. Sono ormai trent’anni che la Quindicina dell’Assunta e la Paraclisis, il rito di supplice invocazione alla Madonna al quale Giovanni Paolo II ha concesso l’indulgenza plenaria, si celebrano a Roma. “E’ giusto – dice Padre Toniolo – che ci sia almeno un posto dove, in comunione con l’Oriente e quasi respirando con due polmoni, ci si possa preparare alla festa della Dormizione e dell’Assunzione della Vergine Maria. Perciò abbiamo preparato la quindicina dell’Assunta con testi orientali, nel cuore di Roma. Agosto, il mese mariano per antonomasia della Chiesa bizantina e delle Chiese orientali,diventa anche un periodo di preparazione pasquale alla ‘Pasqua’ della Madre di Dio che ricorre il 15 di agosto, quando si celebrano congiuntamente la sua Dormizione e la sua Glorificazione celeste. Maria è la realizzazione completa – prosegue padre Emanano -, cioè è la creatura fatta ad immagine e somiglianza di Dio, portata alla sua perfezione ultima che nessuno potrà mai raggiungere. Dio si è vestito delle sue carni e del suo sangue e, quindi, splende come segno, insieme, di speranza e di consolazione. Se questi testi orientali possono essere utilizzati è anche perché il nostro Papa Benedetto XVI sogna l’unità delle Chiese d’Oriente”. Ogni anno l’appuntamento si ripete con nuovo entusiasmo, nonostante il periodo di ferie. Non è una celebrazione famosa, non ci sono grandi ospiti, ma tanta gente di fede che vede nella liturgia orientale un ponte per arrivare, sotto lo sguardo materno di Maria, a quella unità che sarebbe il più bel segno di una vera Chiesa rinnovata dallo spirito del Concilio. Fede e Liturgia sono una sola forza dello Spirito, la Fede profonda si manifesta con una bella Liturgia, e non occorre davvero che sia necessariamente tridentina.
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