|
Sani e peccatori
di Bruno Volpe
CITTA’ DEL VATICANO – Vittorio Messori si conferma un maestro, di giornalismo e di originalità, mai banale e sempre attento. Nel bene o nel male, fa discutere: segno di carattere e di qualità. In una lunga e bella intervista a “la Stampa”, Messori dice grandi verità. Ad esempio, se avvengono casi di pedofilia nella Chiesa e nei seminari, gira e rigira, la colpa e’ anche di chi dovrebbe controllare le eventuali attitudini omosessuali dei candidati, anche se oggi, purtroppo, vige il “vietato vietare”. Sotto questo aspetto, il Pontificato di Benedetto XVI e’ risultato a dir poco esemplare: e’ stata sotto la sua gestione che la Santa Sede ha studiato il documento che filtra, e di fatti nega, l’accesso ai seminari per i gay. Qui non si tratta di discriminare, ma di valutare con attenzione se il candidato e’ potenzialmente incline all’omosessualità. Peccato (è proprio il caso di dirlo) che molti Vescovi preferiscano chiudere un occhio. In quanto a Don Pierino Gelmini, Messori, correttamente, non entra nel merito di una delicata inchiesta giudiziaria, ne’ vogliamo farlo noi, ma si limita a dire: aspettiamo, e comunque in casi del genere alla fine deve prevalere la misericordia perché Gesu’ e’ venuto per i malati, non per i sani. Questo ovviamente non significa dare il lasciapassare per ogni delitto: misericordia sì, dal punto di vista morale e religioso, ma se si accertano con imparzialità e rigore delle illegalità, anche la giustizia umana deve fare il suo corso, senza eccezioni e con serietà.
|