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Ha ragione Marchisano: Don Gelmini si autosospenda
di Alberto Giannino
Sono diventati 10 i testimoni che accuserebbero Don Pierino Gelmini di abusi sessuali verso alcuni ex ospiti delle sue comunita’ di recupero di tossicodipendenti. La storia di Don Pierino Gelmini e’ nota. A 38 anni decide di lasciare l’importante incarico che ricopriva nella Curia Romana alle dipendenze di un Cardinale, per dedicarsi interamente al prossimo, e ora che ha 82 anni suonati, lavora ancora instancabilmente per recuperare i giovani dalla droga. Ha passato, in sostanza, 44 anni della sua vita per recuperare tossicodipendenti e riportarli fuori dal tunnel della droga. Pare che nelle sue 167 comunita’ sparse in tutto il mondo ne abbia avvicinati 300 mila in oltre 40 anni di attivita’. Un numero elevato che gli fa onore per il suo coraggio, la sua determinazione e la sua tenacia. Don Pierino Gelmini non e’ un personaggio facile. E’ un prete forte, deciso, con una grinta fuori dal comune, e, forse, per queste sue caratteristiche peculiari della sua personalita’, e’ riuscito a fare tanto bene in questi 44 anni. E a trattare con persone con problemi alle spalle enormi e non facili. E’ un prete cattolico, ma di rito bizantino, cioe’ appartiene alla Chiesa greca melkita del Patriarcato di Antiochia che e’ in comunione col romano Pontefice insieme ad altre 21 Chiese. Nei giorni scorsi alcuni prelati cattolici si sono occupati della sua vicenda. Per esempio, il Cardinale Francesco Marchisano, “ministro del Lavoro del Vaticano”, che gli ha chiesto di fare un passo indietro e di lasciare la guida delle sue comunita’ ad un altro sacerdote. Il Cardinale Marchisano non fa mai esternazioni o dichiarazioni estemporanee: e’ un biblista raffinato, colto, umile, e un uomo di Curia prudente e diplomatico. E se ha dato un consiglio a un sacerdote (non una direttiva) l’ha fatto per il suo bene, e non gia’ per altre finalita’ oscure. Don Pierino si e’ risentito e ha replicato con il suo stile di sempre: “casomai si dimetta quel cardinale”, fraintendendo cosi un consiglio fraterno. Marchisano e’ un Cardinale discreto, riservato, che non ama i riflettori della stampa e della TV, non e’ in cerca di pubblicita’, non ambisce ad incarichi. Sopra di lui ci sono solo il Papa e il Cardinale Tarcisio Bertone quale segretario di Stato di Sua Santità. La reazione di Don Gelmini è apparsa dunque spropositata e non giustificabile. Don Gelmini ha anche attaccato ebrei e massoni, parlando di lobby, di complotti. Io escludo categoricamente questo tipo di complotti da parte dei nostri fratelli maggiori nella fede (gli ebrei, appunto). Mentre i massoni sono piu’ interessati al business che non a Don Gelmini. Ma in Umbria la presenza massonica e di logge e’ molto forte e, forse, Don Gelmini si riferiva a questo. Ma in questo caso non mi sento di dargli torto. Che la massoneria sia ostile ai sacerdoti e alla Chiesa non e’ una novita’. Ritorniamo all’indagine del Sostituto procuratore di Terni, Barbara Mazzulo, per presunti abusi sessuali che e’ in corso da oltre 6 mesi. Perche’ sono state divulgate informazioni alla stampa su notizie coperte da segreto istruttorio? Chi ha parlato di un lungo e drammatico interrogatorio di Don Gelmini? Chi ha detto che le testimonianze dei giovani sono tutte concordanti? Non e’ dato di sapere, ma auspichiamo che la gogna mediatica verso il sacerdote si spenga. Don Pierino, a sua difesa, parla di vendette, di estorsione di alcuni ex ospiti sorpresi a rubare e, per questo motivo, cacciati dalla Comunita’. Si tratterebbe di una ritorsione contro il sacerdote che presento’ una denuncia a suo tempo per questi fatti. Ora la Procura di Terni sta chiudendo le indagini e verso il 15 settembre sapremo esattamente le accuse e le imputazioni, i soggetti e gli accusatori. Intanto il mondo politico, quello del centro destra, vicino alla “tolleranza zero” propugnata da Don Gelmini verso la droga, gli ha espresso vicinanza e solidarieta’. Non e’ una novita’ che Don Gelmini condivida la legge Fini sulla droga. C’e’ da registrare invece il silenzio della sinistra, fatta eccezione per il deputato Wladimir Guadagno di Rifondazione comunista. In conclusione, vorrei dire due cose. Un’inchiesta delicatissima su presunti abusi sessuali si deve fare con riscontri precisi e dettagliati, testimoni attendibili e documenti cartacei. Non per sentito dire o per ritorsioni e vendette. Il compito della dottoressa Mazzulo non e’ facile: ce ne rendiamo conto. Ha di fronte un prete potentissimo, con conoscenze elevate. Deve verificare luoghi, date e circostanze con i dovuti riscontri e soprattutto l’attendibilita’ dei testimoni. Non si puo’ buttare la croce addosso a un prete di frontiera che per 44 anni si e’ speso senza risparmiarsi per recuperare in tutto il mondo 300mila giovani. Anche se le accuse che riguarderebbero Don Gelmini sono pesanti, egli le affronti. Il coraggio non gli manca. L’energia neppure. La Procura di Terni faccia presto e bene. L’opinione pubblica non puo’ restare all’oscuro, e la sorte del sacerdote appesa ad un filo. Se poi Don Gelmini risultera’ innocente avra’ offerto le sue sofferenze a Cristo. Se invece sara’ dichiarato colpevole e’ giusto che paghi in quanto avrebbe abusato del suo ruolo di educatore e di leader della Comunita’. Ma sono solo ipotesi che non vogliamo neanche sentire. Ma evitiamo contrapposizioni destra-sinistra che sarebbero sterili, deleterie e deplorevoli. Contrapposizioni del tipo: “se io sono di centro destra Gelmini e’ innocente, se sono di sinistra e’ colpevole”. Cosi si mette solo fango nel ventilatore, lo si fa girare, e non si raggiunge la verita’. Quella che, in fondo, interessa a tutte le persone per bene. La seconda cosa che vorrei dire a Don Gelmini e’ di ascoltare il consiglio o suggerimento del Cardinale Francesco Marchisano. Faccia un passo indietro. Si difenda con tutte le sue forze restituendo certezze a chi, come il sottoscritto, in questa vicenda ha dei dubbi o scetticismi. Dubbi che non significano condanne a priori, ma neanche esultanze ad oltranza. Don Pierino, mi perdoni per la mia franchezza, ma forse sono un uomo fragile e, comunque, non un adulatore con secondi fini o con amicizie interessate come quelle di molti politici in cerca di pubblicita’ che fanno a gara per apparire con lei. Che Dio l’aiuti!
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