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Un appello di pace: basta con gli attacchi degli ebrei al Papa

di Bruno Volpe

CITTA’ DEL VATICANO – Hanno scatenato un polverone mediatico assurdo e francamente incomprensibile i toni da crociata utilizzati dagli ebrei della Comunità Europea e di quella di Roma dopo l’udienza concessa da Benedetto XVI a Padre Tadeusz Rydzyk, il sacerdote polacco, direttore di “Radio Maryja”, accusato da più parti di antisemitismo. Chiariamo subito un concetto: nessuno, diciamo nessuno, può dire al Papa cosa fare o non fare, né tantomeno impartirgli lezioni gratuite, e non richieste, di condotta. Il fatto di contare su un doloroso passato, che rispettiamo  e ci addolora, non giustifica i continui capricci e le condotte arroganti di molti fratelli maggiori ebrei. La sensazione è che  non si aspettasse altro che il pretesto per attaccare il Pontefice per il Motu proprio che ha liberalizzato la Messa in latino giudicato, erroneamente, antisemita per l’ormai famosa preghiera del venerdì santo con la quale si invoca la conversione dei giudei. Dunque, diciamo: ora basta, giù le mani dal Papa, il Papa non si tocca, noi siamo con il Papa! Tanto più che, oltre che nella forma, anche nella sostanza le pretese ebraiche sono assurde: Benedetto XVI (che durante il viaggio in Polonia dell’anno scorso ha duramente e pubblicamente attaccato Padre Rydzyk per le sue posizioni antisemite) ha ricevuto in udienza il controverso sacerdote polacco, ma non si sa che cosa gli abbia detto, potrebbe anche averlo rimproverato. In quanto al baciamano, la accuse diventano ancor più farneticanti: un baciamano, atto di cortesia, non significa un’assoluzione, nè la condivisione – nel caso di specie – di una linea editoriale o politica. Di questo passo, seguendo la strana logica applicata all’incontro di domenica scorsa a Castel Gandolfo, il baciamano al Papa di alcuni mesi fa dell’ex governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, sarebbe un grave indizio di corresponsabilità morale del Romano Pontefice nelle ormai famose scalate bancarie: ciò è tutto dire. Siamo seri, per favore! In quanto a “Radio Maryja”, noi di “Petrus” abbiamo sottolineato diverse volte, anche duramente, il pericolo delle esternazioni di Padre Rydzyk, beccandoci più di qualche critica per la nostra severità e per averlo definito indegno di indossare l’abito sacerdotale. Perché non solo un religioso ma chiunque inciti o giustifichi l’odio razziale verso chiunque, sia esso ebreo o musulmano o di qualsiasi altra etnia e religione, non merita grande rispetto. Agli amici ebrei, fraternamente, senza alcun intento polemico, ripetiamo: basta con gli attacchi al Santo Padre, prevalgano la ragionevolezza e la ferma idea che Benedetto XVI è uomo di Pace, fratello di tutti, e riceve chi vuole e quando vuole, soprattutto quando si tratta di una “pecorella smarrita”.