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Gli astronauti non vedono il Paradiso ma forse Chavez vedrà l’Inferno
di Bruno Volpe
CITTA’ DEL VATICANO – Ma sì, è tempo di vacanze, lasciamo le inchieste giudiziarie, i sacerdoti indagati e pensiamo ad un nuovo teologo che si affaccia sulla scena mondiale: Hugo Chavez, colui che vuole diventare presidente a vita della Repubblica del Venezuela. Il nostro gestisce una rubrica televisiva dove se la suona e se la canta (in senso letterale: si lascia andare anche a penose esibizioni canore) e nell’ultima puntata, tra una strofetta e l’altra, ha dedicato riflessioni religiose degne di un acefalo. Dopo una raffica di insulti alla Chiesa del Venezuela, che ormai purtroppo non fanno più notizia, Chavez cos’ha detto? Semplice: che il vero evangelista dell’epoca moderna e’ Fidel Castro. Non contento, si è poi cimentato con i dogmi della fede cattolica ed ha afferma: “Sono tutte fandonie, come è possibile per esempio credere alla Resurrezione? Se uno è morto, è morto. Non ho mai visto un morto camminare”. Ma il massimo dell’acutezza di Chavez è arrivato quando ha parlato di Paradiso e inferno: “La Chiesa di Roma afferma solo cose non vere, come l’esistenza del Paradiso e dell’inferno, e sono capace di provarlo”. Ecco la spiegazione: “Dopo le missioni di tanti astronauti nello spazio, se esistesse il Paradiso qualcuno lo avrebbe pur visto, e se esistesse l’Inferno, qualcuno scavando pozzi di petrolio avrebbe visto sicuramente il fuoco e il diavolo”. Dunque, allegri: è nato un nuovo teologo, l’inventore della teologia spaziale. Nessuno, dice Chavez, ha visto il diavolo scavando; di questo passo, però, quando sarà la sua ora, gli auguriamo il più tardi possibile, Chavez rischia di incontrare veramente il Maligno. Con una differenza: non in un pozzo di petrolio ma direttamente all’Inferno.
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