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Anche Gesù, come me, sarebbe contrario ai blog
di Bruno Volpe
CITTA’ DEL VATICANO – Amanti del blog, forse sarete pronti all’insurrezione e alla lapidazione; non importa, anche perché la prima pietra contro di me la scaglierà (forse) proprio il nostro direttore, assiduo blogger-man. Cosa sto per dire? Andiamo per gradi: ritengo sia meglio parlarsi e conoscersi faccia a faccia, e ciò non è affatto possibile attraverso un blog. Eppure alcuni fanno passare il blog come strumento di confronto, dialogo e democrazia. Contesto questa opinione. Il blog – un’americanata – si sta progressivamente trasformando in uno strumento di litigiosità, alcune volte di volgarità, spesso di rissa. Contesto anche l’ispirazione democratica del blog, perche’ se ci fate caso, le imbeccate e la direzione vengono sempre dal “dominus”, dal gestore, che dirige come sapiente grande vecchio le opinioni degli ospiti godendosi lo spettacolo dei polli di Renzo che si accapigliano a più non posso. Passi per blog qualificati come quello di alcuni seri vaticanisti come Luigi Accattoli, Sandro Magister, Andrea Tornelli e della brava Raffaella Riboni (da tutti meglio conosciuta come Lella), che hanno il buon gusto di filtrare e moderare le discussioni e che sono gli unici che visito, ma si leggono anche blog (basta andare in America o in Messico per rendersene conto) in cui si scrive e si pubblica di tutto, dalle parolacce alle avances sessuali, come se niente fosse. Ora, il servo di Dio Giovanni Paolo II effettivamente disse di gridare la dottrina dai tetti e di usare a fin di bene internet. Ma una domanda ci sorge spontanea: oggi Internet viene utilizzato davvero bene e a fin di bene? A leggere certi deliranti messaggi su alcuni blog si direbbe di no. Altra domanda: Gesù userebbe il blog? Certo che no; la risposta è contenuta nella stessa Scrittura: “Io vi dico che di ogni parola detta fuori posto dovranno rendere conto gli uomini nel giorno del giudizio, poichè in base alle parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato”. (Matteo 12,36) E, pensateci, quante volte nei blog si condanna senza appello?
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