del Professor
José Roberto Mendirichaga*
CITTA’ DEL VATICANO – A nessuno piace pagare le tasse e, quindi, contribuire con parte dei propri redditi al sostentamento dello Stato che, dal canto suo, deve assicurare indispensabili servizi pubblici come, ad esempio, impiego, sicurezza, diritto alla salute, trasporti puntuali ed efficienti. Questa tentazione di non pagare le imposte, spesso, è frutto di un generalizzato pregiudizio: “Perchè io devo pagare le tasse quando il mio Governo, nella migliore delle ipotesi, adopera male il denaro o lo amministra peggio?”. Ad ogni buon conto, la Dottrina sociale della Chiesa non nega affatto, a chiunque sia convinto della illegalita’ o della ingiustizia di una tassa, di agire per vie legali, senza con questo avallare un alibi per evadere le imposte e frodare il Fisco. Del resto, se lo Stato non riceve queste entrate, sarà nella pratica impossibilita’ di operare nell’ambito delle opere pubbliche o del sociale, non potendo quindi offrire nessun servizio adeguato al popolo. Allora, se esisteranno da un lato razionalita’ ed equita’ nella imposizione fiscale e dall’altro integrita’ ed onesta’ nel maneggio della cosa pubblica, sarà davvero molto difficile per un cittadino rifiutarsi di pagare o frodare il fisco. E, dunque, non soltanto sotto il profilo giuridico, ma anche nell’etica cristiana, chi riceve di piu’ deve dare di piu’.
*Docente di Dottrina sociale della Chiesa presso l’Università cattolica di Monterrey