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Martini si scopre non tridentino
di Bruno Volpe
CITTA’ DEL VATICANO – Ho letto con attenzione sul Sole 24Ore l’intervento del Cardinale Carlo Maria Martini sul motu proprio di Benedetto XVI in tema di liberalizzazione della Messa in latino. Ovviamente, e ci mancherebbe altro, rispetto l’opinione dell’Arcivescovo emerito di Milano, vero uomo di cultura e di Chiesa, ma non la condivido. Credo, infatti, che il Cardinale parta da un presupposto viziato, e cioe’ l’associazione tra motu proprio e Concilio Vaticano II. Non e’ cosi. Il Papa ha solo voluto predere atto che il rito tridentino non e’ mai stato eliminato dalla Chiesa, e con buon senso ha dato ascolto a quella parte di cattolici ancora affezionati al Messale di San Pio V semplicifando le procedure per chiedere ed ottenere in parrocchia la celebrazione della Messa in latino. Ad ogni buon conto, fa piacere constatare che lo stesso Martini riconosca che dopo il Concilio Vaticano II ci sono stati degli abusi liturgici e teologici, anche gravi. Ma spiace vedergli scrivere che il rito tridentino è veicolo di “senso del chiuso”, perché riteniamo che non lo sia. Il rito tridentino, al pari del Novus Ordo al quale il Papa non ha tolto nulla, e’ parte integrante della tradizione e dei tesori della Chiesa, e come tale va rispettato, così come va rispettato il legittimo dissenso del Cardinal Martini. Preme solo sottolineare, ma la circostanza sarà evidentemente uno sfortunato caso del destino, che negli ultimi tempi, sia pur con il garbo e la signorilità che lo contraddistinguono da sempre, il Cardinale ha assunto un ruolo molto critico nei confronti del Papa. Ora, con umiltà, mi permetto di dire ad un Principe della Chiesa: caro Cardinale, se ha da obiettare qualcosa sull’operato del Santo Padre legittimamente eletto dal Conclave su indicazione dello Spirito Santo, scelga i canali canonici, e cioe’ il riserbo delle lettere e degli incontri privati, e non la cassa di risonanza dei giornali. Solo così potrà liberarsi dell’etichetta di “antipapa” che in molti, erroneamente, Le stanno affibiando nell’opinione pubblica.
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