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Il caso dei gay al Colosseo – Noi stiamo dalla parte dei Carabinieri
di Bruno Volpe
CITTA’ DEL VATICANO – I Carabinieri, e tutte le altre forze armate e di polizia che difendono l’Italia, meritano il massimo rispetto nostro e di qualsiasi vero appartenente alla cosiddetta società civile. E’ quindi grave, gravissimo, che un Ministro della Repubblica che si dice cattolico – ci riferiamo a Livia Turco -, non li protegga. Di cosa parliamo? Due omosessuali sono stati sorpresi, secondo il rapporto dei Carabinieri, in atti osceni a Roma, vicino al Colosseo, alla presenza di automobilisti e passanti, bambini compresi. Qualcuno ha tentato di far passare la versione del bacio e non quella dell’amplesso, compresa Livia Turco, che si e’ schierata a favore della coppia e non dei servitori dello Stato che sono intervenuti per ripristinare la normalità. Ora, se i due realmente si fossero soltanto scambiati qualche innocente effusione, il rapporto dei Carabinieri sosterrebbe il falso; tuttavia, non abbiamo dubbi sul fatto che i militari dell’Arma abbiano detto la verità e siano intervenuti per tutelare la pubblica decenza. Quindi, soprattutto quando non si hanno prove per sostenere le proprie tesi, nessuno, tantomeno un rappresentante delle Istituzioni, dovrebbe mettere in dubbio la serietà, l’efficienza e la fedeltà degli onesti servitori dello Stato. Ma forse in Italia è diventato troppo chiedere a politici e giornali di dire la verità e di schierarsi dalla parte di chi fa il bene comune. Naturalmente, non appena la notizia dell’intervento dei Carabinieri al Colosseo si è diffusa, le associazioni gay – e il fatto non ci meraviglia – hanno iniziato a protestare vibratamente. Lo ripeteremo sino alla noia: non abbiamo nulla contro gli omosessuali, ma per loro, come per le coppie composte da un uomo e una donna, esistono altri luoghi, certamente più riservati del Colosseo, per dare sfogo al proprio impeto. Se vogliono rispetto per sé, devono prima garantirlo agli altri. Comunque sia, è chiaro che i Carabinieri hanno fermato i protagonisti di questa vicenda non perché omosessuali, ma per il compimento di atti osceni in luogo pubblico. E poco importa che le organizzazioni gay abbiano preannunciato per l’1 e il 2 agosto una manifestazione nella Capitale per dei “baci collettivi”: i militari dell’Arma hanno fatto legittimamente il proprio dovere e nulla li potrà intimidire, nemmeno l’irresponsabilità di chi difende due persone che hanno scambiato il Colosseo per la propria camera da letto.
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