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Gaenswein e il dialogo con l’Islam senza ipocrisia
di Bruno Volpe
CITTA’ DEL VATICANO – Come tutte le persone dotate di intelligenza, Monsignor Georg Gaenswein, il Segretario particolare del Papa, ha detto una cosa vera e semplice, peraltro sotto gli occhi di tutti: esiste il rischio di islamizzare l’Europa. Il Monsignore parla di “falso rispetto” e dice che a volte gli stessi cattolici ignorano questo pericolo. Cita, come esempio, le scomposte reazioni dopo la Lectio Magistralis di Ratisbona. E infattti, se e’ vero che parte del mondo islamico si abbandonò ad episodi di violenza ed intolleranza, e’ altrettanto doveroso sottolineare che anche nella cara Europa e nella stessa Italia spiccarono per “sagacia” e tempismo molti commentatori adulti che criticarono, senza neppur leggere il testo “incrimiminato”, il Papa. Monsignor Gaenswein lancia un giusto allarme. Speriamo che politici e media lo intendano nella esatta dimensione. Il rispetto verso la cultura islamica e’ necessario, anzi doveroso, come del resto ha dimostrato il Papa spiegando il senso delle sue parole di Ratisbona e visitando con grande partecipazione emotiva la moschea Blu di Istambul durante il viaggio in Turchia. Il segretario di Benedetto XVI ha le grande virtù delle persone intelligenti: non le manda a dire, va dritto al cuore del problema. E il cuore del problema oggi si chiama buonismo cattolico, quel dolciastro voler piacere a tutti, giusificare tutti, prendere da ogni religione un po’ di questo e un po’ di quello. Se da una parte il rischio e’ la caduta nel relativismo e nel sincretismo, dall’altra politicamente bisogna pagare un prezzo. L’invasione culturale e demografica islamica si deve alla scarsa natalità europea che ormai disprezza la famiglia e a leggi migratorie poco convincenti. Ovviamente, se si permette a masse infinite e con culture diverse di vivere in Europa, senza lavoro ed educazione, queste dovranno pur campare, abbandonandosi ad atti criminali e reagendo a volte rabbiosamente come accadde a Parigi con la rivoluzione francese. La sensazione e’ che l’Europa dorma e l’Islam lo abbia capito: la Comunità Europea si e’ suicidata non riconoscendo esplicitamente le radici cristiane del Vecchio Continente, e un giorno pagherà dazio. Ma d’altra parte, esiste in tutto il mondo civile il principio di reciprocità che connota il diritto internazionale; quindi benvenuti agli islamici, ma i cristiani siano tutelati nelle loro terre. Senza troppe ipocrisie.
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