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Don Mietek, l’eterno secondo promosso sul campo
di Angela Ambrogetti
CITTA’ DEL VATICANO – Di don Georg Gaenswein sappiamo tutto, o quasi. Di don Mietek (nella foto) quasi nulla. Eppure è stato una delle persone della “famiglia” di Giovanni Paolo II negli ultimi anni. Lo abbiamo visto insieme a Stanislao quella mattina dell’8 aprile 2005 in Piazza San Pietro, compreso e posato come sempre, con un’ombra malinconica sul viso. Lo abbiamo visto a fianco a Benedetto in tante occasioni, anche semplicemente quando don Georg è in vacanza. Elogio al numero due. Qualche tempo fa ho letto un’intervista su di un giornale tedesco proprio con don Mietek. Raccontava la sua giornata, non molto diversa del resto da quella del segretario tedesco di Papa Benedetto, e della semplicità delle giornate trascorse a Castelgandolfo nel periodo di ferie con il Papa. Eppure questo schivo sacerdote polacco di nascita ma ucraino di appartenenza ecclesiastica è stato già protagonista di un film. Lo abbiamo visto nelle fiction su Giovanni Paolo II. Con lui è stato infatti negli ultimi anni, quelli difficili della malattia, quelli nei quali bisognava essere un sostegno. Insieme a don Stanislao. Forse per questo Benedetto XVI ha voluta averlo con sè per questi due anni. Per non sentire lontana la presenza dell’amico Giovanni Paolo II. Tutti lo abbiamo visto nelle immagini girate per gli 80 anni di Papa Benedetto, nello studio che condivide con Gaenswein, nella celebrazione quotidiana della Messa, a tavola. Gesti di vita semplice che però don Mietek ha condiviso con due grandi protagonisti del nostro tempo. L’immagine di don Mieczyslaw Mokrzycki che ho impressa negli occhi è quella del 2 aprile del 2007, nelle grotte vaticane, durante la Messa per Giovanni Paolo II. C’erano centinaia di persone, il Cardinale di Cracovia presiedeva la celebrazione in polacco, tra i celebranti il segretario del Papa. Dei due Papi. L’ho salutato con un sorriso, mi ha risposto con un altro sorriso pieno di serenità. Ora è giunto il momento che anche don Mietek prenda la sua strada. Non solo il secondo segretario, anche se di due grandi Pontefici, ma Vescovo a Lublino tra la sua gente e presto, forse, Cardinale, per portare la sua esperienza di essere a fianco di due Papi.
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