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Lettera a un seminarista
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Bertone e il Conclave

di Bruno Volpe

CITTA’ DEL VATICANO – Nella simpatica e ricca conferenza stampa tenuta a Pieve di Cadore dal Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato del Vaticano, sono stai affrontati vari temi. Volutamente non toccheremo quello dei preti pedofili – e’ stato detto tutto e il contrario di tutto – e neppure il ruolo delle donne nella Chiesa – per non far diventare… bianco di emozione Emmanuel Milingo (ci sia perdonata la battuta). Ci interessa, piuttosto, un passaggio che forse da parte della stampa non sarà molto analizzato e che invece riteniamo importantissimo. Ci riferiamo alle parole di Bertone sul Conclave; parole chiare, che hanno smentito pesudo-vaticanisti e anonimi porporati dell’America Latina che avevano dato per certa questa o quella verità sull’elevazione alla Cattedra di Pietro di Joseph Ratzinger. Dopo l’elezione di Benedetto XVI nel 2005, infatti, vi fu chi parlò di maggioranze precostituite e di alleanze “politiche”; chi diede i numeri, riportando i voti ottenuti dall’eletto e chi, come un Cardinale di cui non si è mai saputo il nome, pubblicò una sorta di diario sui giorni del Conclave, arrivando al punto di descrivere volti, emozioni, sensazioni, quorum e qualsiasi tipo di retroscena sull’incontro più importante del Sacro Collegio; per dovere di cronaca, ricordiamo che i Cardinali partecipanti al Conclave sono tenuti al silenzio e al segreto pena la scomunica automatica. Ma tant’è. Così, a due anni e passa da allora, Bertone, da buon amico di Benedetto XVI, si e’ tolto, con la consueta eleganza, un fastidioso sassolino dalla scarpa, chiarendo che tutte le ricostruzioni giornalistiche sul Conclave del 2005 sono sbagliate. Amen. Per inciso, Bertone ha anche definitivamente chiuso il tedioso capitolo sul terzo segreto di Fatima: speriamo quindi che nessuno più ci S(c)occi con questa storia. In quanto al Conclave, la replica del Cardinale Bertone sembra indirizzata pure a qualche anima bella del Centro-America, dove qualche tempo fa fu pubblicato un libro di tale Sanjuana Marinez, messicana, in cui si parlava di una campagna elettorale con gadgets e regali da parte del futuro Papa per ottenere la successione di Giovanni Paolo II. E’ evidente che l’autrice del libro-spazzatura non conosce affatto la statura morale di un Principe della Chiesa e, in particolare, di un galantuomo come Joseph Ratzinger e che quindi ha scritto una falsità colossale. D’altro canto, proprio in questi giorni, un sondaggio ha confermato: i messicani mentono almeno quattro volte al giorno, spesso addirittura senza rendersene conto a causa dell’assuefazione alla pratica della menzogna. Il giorno in cui fu scritto quel libro, però, è evidente, l’autrice mentì sapendo di mentire.