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La privacy di Benedetto nella terra di Papa Luciani
Da Lorenzago di Cadore
Angela Ambrogetti
LORENZAGO DI CADORE – E’ un appuntamento fisso ogni giorno a Lorenzago. Verso le cinque e mezzo del pomeriggio le stradine di accesso alla Residenza montana Giovanni Paolo II, la villetta dove Papa Benedetto, come il suo predecessore, trascorre le vacanze, si affollano. Si aspetta e si spera di vedere uscire il Pontefice per la passeggiata quotidiana. Diversamente dal suo predecessore, Joseph Ratzinger non fa grandi escursioni montane, non parte presto la mattina con il cestino del pic-nic verso le cime più impervie. Benedetto si rilassa leggendo e scrivendo. A Lorenzago continua a scrivere la seconda parte del suo Gesù e forse prepara la prossima enciclica. E non perde le sue abitudini, come la passeggiata del pomeriggio, verso le sei appunto. Fino ad ora gli avvistamenti non sono stati molti. La privacy del Papa è molto protetta. Ma tra i 600 abitanti di Lorenzago c’è chi lo ha salutato diverse volte. C’è anche chi lo ha avuto come spettatore durante una partita di tennis. Non lontano dalla villetta pontificia, infatti, ci sono dei campi in terra battuta dove giocano i cadorini, e un giorno hanno visto arrivare proprio Benedetto XVI a passeggio. “Continuate a giocare”, è stato detto loro. Qualche saluto di rito a fine partita. Per ingannare l’attesa, la gente si racconta le estati trascorse con Wojtyla. Dalla prima, semplicissima, ancora lontana dalle esagerazioni mediatiche, con gli incontri con i giovani attorno al fuoco al Castello di Mirabello, a quelle più recenti. Ma qui Giovanni Paolo II ha villeggiato quando stava ancora bene. “Anche se – dice una lorenzaghese – si vedeva che non era più lo stesso”. Usciva di più? “Si fermava più a lungo al rientro dalla gite, ma a parlarci Benedetto è più affabile”, dicono alcuni. E in paese quasi tutti hanno avuto la possibilità di parlare direttamente con i due Pontefici. Tra la gente che attende di veder passare il mini corteo papale anche una anziana suora. Non è proprio di Lorenzago, ma ha i parenti qui, ha insegnato per anni nell’asilo del paese, è stata a catechismo dalla sorella di Papa Luciani, Antonia. Questa è terra di Papi. Il ricordo di Albino Luciani è vivissimo in tutti. Queste sono soprattutto le sue montagne. La suora racconta come si faceva catechismo: “In una stanza vicino alla cucina dove c’era una grande stube, una stufa”. Ognuno ha un parente che frequentava la famiglia Luciani. Terra di Papi e di montanari orgogliosi di essere veneti alcuni, vogliosi di essere trentini altri. Terra forte e aspra che ospita il teologo bavarese prima che il Pontefice romano con l’affetto e la dolcezza di chi già aspetta il prossimo anno. “Siamo sicuri che tornerà, le nostre montagne sono troppo belle!”. E in effetti le dolci passeggiate cadorine sembrano siano davvero perfette per Papa Benedetto, che cerca così di recuperare il suo antico desiderio: ritirarsi in un paesino a studiare e scrivere e suonare Mozart.
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