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La fatica e la gioia di vedere il Papa
Da Lorenzago di Cadore
Angela Ambrogetti
LORENZAGO DI CADORE – “Una gran faticata, ma ne valeva la pena!”. Il sole, il caldo, la salita non hanno fatto cedere i trevigiani che sono partiti all’alba per incontrare Pietro. Il primo appuntamento di Benedetto XVI con la gente del Cadore è stato un successo per l’afflusso di gente da tutta la valle, ma anche dalla provincia di Venezia. Un po’ scettici gli abitanti di Lorenzago, che negli anni delle vacanze di Giovanni Paolo II sono stati abituati ad incontrare il Papa più facilmente, nelle passeggiate, nei pic nic sui prati. Il ritmo vacanziero di Benedetto è decisamente calmo e molto discreto. Leggere e scrivere “distendono” il Pontefice. Nel pomeriggio qualche minuto al piano e la passeggiata che tutti attendono per vedere passare l’auto targata SCV. Tra i fedeli che hanno ascoltato il Papa all’Angelus, oltre alle autorità religiose e civili di Belluno e Treviso, anche Kiko Arguello, fondatore dei Neucatecumenali, in attesa della definitiva approvazione pontificia delle costituzioni del Movimento. Come un fedele tra i tanti. Tra i giornalisti, Dino Boffo, direttore di Avvenie e Sat 2000, originario proprio del Trevigiano. Nel 1987 accolse Giovanni Paolo II per la prima volta in Cadore, all’epoca era alla Vita del Popolo, giornale della diocesi di Belluno. Un’occasione per la cittadina di essere al centro dell’attenzione anche delle stampa nazionale, malgrado i più “anziani” si lamentino un po’ per l’eccessiva confusione. I giovani, invece, i bambini, le famiglie hanno approfittato per iniziare le vacanze con la Benedizione del Papa. Ora, fino a domenica prossima, torna la quiete, almeno apparentemente. Le passeggiate pomeridiane, la “caccia” dei giornalisti, l’attesa della gente che cerca di salutare il Papa. Poi di nuovo in piazza, per il secondo Angelus “vacanziero” di Benedetto.
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