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Lettera a un seminarista
di Andrea Maniglia

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Che la Madonna ci accompagni

di Bruno Volpe

CITTA’ DEL VATICANO – Parafrasando la simpatica formula di congedo del Cardinale Arcivescovo di Napoli, Crescenzio Sepe, riportata simpaticamente da Gianluca Barile nella cronaca della giornata trascorsa ad inizio mese dal porporato a Battipaglia (Sa), ci sia consentito un breve approfondimento sereno e  mariano. Dopo una settimana di blasfemie spagnole e di Sgarbi quotidiani, è lecito cercare conforto nella “tutta Santa”? Certo che sì, anzi è doveroso. Come è doveroso ricordare che il 16 luglio ricorre la memoria liturgica della Vergine del Monte Carmelo, per essere più chiari, la Madonna del Carmine. A nessun cattolico, salvo a quelli con la puzza sotto il naso e  “rigorosamente adulti”, può sfuggire l’importanza mariana nella nostra storia e nella nostra umilissima vita: la Madonna, al di là dei dogmi, è Madre, avvocata nostra, speranza, consolazione; in poche parole, è tutto ciò che dicono le litanie lauretane e la preghiera del “Salve Regina”. Ma perchè la Madonna che celebreremo il 16 Luglio ha il titolo del Monte Carmelo? La Madonna del Carmelo ha un illustre testimone, nientemeno che il profeta Isaia che nel 9° secolo avanti Cristo, sul monte Carmelo che sovrasta il golfo di Haifa, vide la Signora avanzare in una nube. Già, la nube: un classico nella Bibbia. Un gruppo di eremiti vi costruì una cappella esattamente il 16 luglio 1251 quando ancora una volta la Madonna apparve circondata da angeli e con un bambino in braccio al padre Generale dell’Ordine dei carmelitani, Simone Stock. E’ quanto mai opportuno riaffermare che in ebraico Maria significa “Amata da Dio” e che Karmel vuole dire “Giardino del Signore”, cioè Paradiso. Papa Pio XII, con un bel pronunciamento, dette dignità allo scapolare della Madonna del Carmelo affermando che “chi lo indossa viene assimilato in modo più o meno stretto all’Ordine”. Oggi, per la cronaca, sul Monte Carmelo vi è un convento di monaci mistici spagnoli dedicato alla Madonna Stella Maris. Ma ora non ci resta che festeggiare la Madre del Signore in una delle memorie liturgiche più importanti. E, dunque, che la Madonna ci accompagni! Il Cardinale Sepe e il Direttore Barile mi perdoneranno, ma in napoletano non lo so dire e nemmeno scrivere, ma spero che l’auspicio valga lo stesso.