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Caro Sgarbi, si dimetta

di Bruno Volpe

CITTA’ DEL VATICANO – Alla fine il buon senso ha avuto la meglio: la blasfema mostra “Vade retro” non si farà. Lo ha dichiarato, infuriato, lo stesso promotore dell’evento, l’assessore alla cultura (?) del Comune di Milano, Vittorio Sgarbi, il quale, alle strette, ha addirittura scomodato, ma invano, Silvio Berlusconi affinchè convincesse il Sindaco Letizia Moratti a non fare ostruzionismo. Ma niente, per il critico d’arte prestato alla politica non c’è stato nulla da fare. E allora via alle provocazioni e alle offese. Perché Sgarbi ha accusato il Consiglio Comuinale di essere un convento di carmelitane, ha ribattezzato la Moratti “Suor Letizia” ed ha paragonato Milano, la Città che amministra, a Teheran. Se ci è permesso il paragone, senza voler minimamente urtare la sensibilità degli islamici, Sgarbi, in quella ipotetica Teheran che secondo lui è Milano, starebbe benissimo nella parte dell’Imam che chiama a raccolta i fedeli antipapisti. Sgarbi ha anche detto che vorrebbe portare la mostra in un’altra Città: vedremo, intanto ad oggi ha vinto il buon senso. Quel buon senso a cui ci siamo richiamati noi di Q”Petrus” nei giorni scorsi nel chiedere la revoca della mostra non per intolleranza ma per una questione di rispetto dei sentimenti religiosi dei cittadini e di buon gusto. Ora resta sul tappeto una domanda: per la mostra sono stati stampati e pagati, oltre ai biglietti, 3.500 lussuosi cataloghi, ma alle spese di chi?. La risposta, purtroppo, è obbligata: come sempre accade in questi casi, saranno i cittadini a rimetterci di tasca propria perché sarà l’Amministrazione Comunale, con i soldi pubblici, a dover spendere migliaia di Euro per l’organizzazione di un evento brutto, offensivo e annullato all’ultimo momento. Ancora una volta, “Vade  retro, Sgarbi”: si dimetta, un uomo intelligente come lei dovrebbe saper trarre le dovute conseguenze da una vicenda come questa.