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Il Ratzinger-pensiero: scrivere è come pregare
di Arcangelina
CITTA’ DEL VATICANO – Quando pregare e scrivere sono la stessa cosa: la “riflessione e la preghiera” di cui il Papa ha parlato alla vigilia della partenza per Lorenzago di Cadore, per Benedetto XVI prendono forma nella scrittura, tanto che al suo arrivo non ha fatto mistero di voler scrivere “alcune pagine” della seconda parte del “Gesù di Nazaret” e di voler mettere mano a una “eventuale” enciclica. Forse non potrebbe essere diversamente per il Papa-studioso: per lui scrivere e pregare è come se fossero la stessa e identica cosa. È stato così per la sua ultima fatica, il “Gesù di Nazaret”, che è “unicamente espressione della mia ricerca personale del ‘volto del Signore’”, cioè preghiera, riflessione, iniziato proprio in vacanza – era il 2003 – e portato avanti poi anche da Papa in “tutti i momenti liberi”. È stato così, si può senza dubbio affermare, per l’enciclica “Deus caritas est” e per le sue innumerevoli pubblicazioni prodotte in 50 anni di studioso, professore, teologo, e – più semplicemente – di credente.
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