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Il primato della Chiesa cattolica tra Magistero e Tradizione
di Bruno Volpe
CITTA’ DEL VATICANO – Abbiamo letto, con l’attenzione che merita, il documento della Congregazione per la Dottrina della Fede che Benedetto XVI ha ordinato di pubblicare per fornire ulteriori chiarimenti circa la Dottrina cattolica. Si tratta di un “compendio”, di un “Bignami” della Fede sintetico ma, al tempo stesso, estremamente puntuale ed efficace: A nostro modesto avviso, può considerarsi, per il suo spessore, la seconda parte, cioè il completamento, di un altro importante testo, la “Dominus Jesus”. Non a caso, il documento fa leva su un verbo, “substitit in”, utilizzato nella precedente dichiarazione per affermare che la Chiesa di Cristo sussiste, cioè è presente, solo nella Chiesa cattolica. Anche le motivazioni teologiche ci sembrano solide, con un continuo richiamo al Concilio Vaticano II, a conferma che il documento non è anticonciliare, bensì un’interpretazione autentica dei testi del Vaticano II nonchè della Lumen Gentium e del Credo. E’ noto che numerosi esegeti non perdono occasione per sottolineare l’importanza, come è giusto che sia, della Lumen Gentium e dei documenti del Concilio voluto da Giovanni XXIII. Ma il documento voluto da Benedetto XVI ed elaborato dal Cardinale William Joseph Levada e da Monsignor Angelo Amato evidenzia anche il valore del Credo elaborato nel Concilio di Nicea nel 325, base della nostra fede. E’ forse proprio questo il cuore del documento. La Chiesa è Santa, Cattolica ed Apostolica, cioè si fonda sul primato Petrino (cum Petro e sub Petro) in comunione con i Vescovi; una “particolarità” che non ha nessun’altra Chiesa, perché quella di Roma, tra Magistero e Tradizione, è l’unica ad applicare davvero le “prescrizioni” del Cristo.
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