di Bruno Volpe
CITTA’ DEL VATICANO – Ricordate la nostra nota sulle offese gratuite rivolte al Papa nella rubrica “Attualità” del quotidiano on-line “L’Opinione delle Libertà” a firma de “Lo Svizzero”? Bene: la nostra segnalazione è riuscita a far cestinare quell’articolo irriguardoso e blasfemo nei confronti del Santo Padre. Collegandosi all’indirizzo Internet www.opinione.it, infatti, l’articolo è scomparso. Solo un normale aggiornamento della pagina? Crediamo, e sappiamo, di no. In realtà, il Direttore Responsabile, l’ottimo collega Arturo Diagonale, e quello politico, l’eccellente economista ed europarlamentare di Forza Italia, Renato Brunetta, si sono convinti delle nostre tesi ed hanno cancellato il testo che, come ricorderete, accusava addirittura Benedetto XVI di essersi “piegato” al potere delle autorità di Pechino in occasione della stesura della lettera ai cattolici cinesi. Peccato solo che non sia stata scritta neanche una piccolissima nota di riparazione, ma l’importante era rivedere una posizione palesemente offensiva e sbagliata. Non è nostra intenzione vestire i panni dei gendarmi o degli inquisitori, né auto-lodarci, ma avete visto che, malgrado le critiche che ci sono piovute via e-mail da molti puritani dell’informazione, “Petrus” ha colto nel segno ed ha avuto ragione. Sin dalla nostra nascita editoriale, abbiamo ritenuto la critica necessaria e stimolante, purchè espressa sempre nel rispetto della verità e delle persone; grazie a Dio, crediamo di aver mantenuto fede ai nostri propositi, non discostandoci mai da essi. Per carità, comprendiamo coloro che hanno espresso valutazioni contrarie al nostro editoriale di ieri, che riportiamo nella parte inferiore di questa pagina, ma il diritto di critica non può sempre trasformarsi in diritto d’offesa quando si parla del Papa e della Chiesa. Se poi ad offendere il Romano Pontefice è addirittura il giornale che ha come direttore politico un autorevole esponente di Forza Italia come Brunetta (il partito di Silvio Berlusconi si dice da sempre impegnato nella difesa dei valori e delle tradizioni del cristianesimo in Italia), beh, allora è proprio il caso di intervenire per riportare l’ordine. Noi l’abbiamo fatto e, sinceramente, ne andiamo fieri.
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“L’Opinione delle falsità” e l’arte di predicare bene e razzolare male
di Bruno Volpe
CITTA’ DEL VATICANO – Quando si dice “predicare bene e razzolare male”. Renato Brunetta, euro-parlamentare di Forza Italia, il partito dell’ex premier Silvio Berlusconi che mostra fedeltà assoluta ai valori cattolici e al Papa, è il direttore politico (quello responsabile è Arturo Diaconale) di un quotidiano, “L’Opinione delle Libertà”, che nella versione on-line (www.opinione.it), nella sezione “Attualità”, attacca duramente, con un articolo a firma de “Lo Svizzero” ripreso anche dal sito dell’Associazione di preti sposati guidata dallo scomunicato Emmanuel Milingo, il Santo Padre Benedetto XVI con toni inutilmente polemici e irriguardosi. Ecco alcuni tristi esempi: “non di rado (Ratzinger, ndr) invitato a scrivere i testi dei provvedimenti che poi avrebbero portato la firma di Giovanni Paolo II”; “se un Papa bolla (Paolo VI, ndr), un altro sbolla” (a proposito del motu proprio che ha liberalizzato la messa in latino, ndr); “l’aver corretto una legge di Papa Montini gli è convenuto” (e perché mai avrebbe dovuto convenirgli? E da quando in qua il Papa firma leggi?). Ma non è tutto. Perché il servizio, nella parte finale, tocca il suo culmine di volgarità e calunnie con una pesante e falsa critica riferita alla lettera inviata dal Pontefice ai cattolici cinesi: “Ratzinger, con i suoi teutonici passi, cerca di rifondare un Vaticano a sua immagine, in vista dei gravi momenti che il mondo cattolico potrà attraversare in un terzo millennio che non fa sconti a nessuno, nemmeno a un Papa. Ed egli lo sa bene, tant’è che, dove è necessario, sa piegarsi perfino alle imposizioni di certi potenti. Com’è successo per quella specie di Canossa all’inverso che è stata la questione della “Lettera ai cattolici” con gli occhi a mandorla, “corretta” dai boiardi di Pechino, che hanno voluto rimetterci le mani. Così, quasi per legge di contrappasso, il Pontefice tedesco-romano ha accettato l’imposizione cinese. Ma non è detto che alla lunga sarà proprio lui a “bollare” quel documento che in realtà potrebbe aprirgli le porte del fu Celeste impero”. Grazie a Dio, tutti noi conosciamo la statura del Papa. Benedetto XVI è uomo dalle mani limpide e dal cuore puro, che si inginocchia solo innanzi all’Altissimo, e non ai potenti di turno, che ha sì liberalizzato la Messa in latino, ma non per correggere Paolo VI quanto per andare incontro alle legittime istanze dei cattolici tradizionalisti e che pur essendo uno dei principali consiglieri di Giovanni Paolo II, mai si è permesso di interferire con il suo Pontificato tanto da arrivare a scrivere documenti ufficiali in sua vece o in suo nome. Per cultura democratica e religiosa, siamo contro la censura. Ma quanto riportato in questo articolo de “L’Opinione delle Libertà” (o delle falsità?) ha davvero superato il limite della decenza e della sopportabilità. Forse sarebbe il caso che Diaconale cestini quell’editoriale a firma del fantomatico “Svizzero” e che il direttore politico Brunetta – se non era o non è a conoscenza dell’accaduto, qualcuno lo informi – prenda immediatamente le distanze dai contenuti irriguardosi del testo. Non lo chiediamo all’uomo, fine economista, ma alla persona corretta che ha asempre dimostrato di essere e al rappresentante di un partito, Forza Italia, che non può e non deve predicare bene e razzolare male, prima chiedendo il voto dei cattolici e poi consentendo che venga ingiuriato sulle colonne della propria testata giornalistica nientemeno che il Santo Padre, uomo dalla cultura infinita, fratello dell’umanità, costruttore di Pace, difensore dei più deboli e dei popoli oppressi, successore dell’Apostolo Pietro e Vicario di Nostro Signore Gesù Cristo in Terra.