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L’Onnipotenza di Dio è l’Onnipotenza dell’Amore
del Cardinale Angelo Comastri

L’inferno esiste ed è eterno
di Maurizio Fois

Quando l’Eucaristia è vittima dei satanisti
di Stefano Cropanese

Gli Ordini dei Canonici Regolari: numeri e abiti
di Daniele Di Sorco

Sul valore teologico del Concilio Vaticano II
di Don Curzio Nitoglia

Se anche le altre religioni recitassero il ‘mea culpa’
di Sergio Rolando

Il Generale e la cappella del disonore
di Gianluca Barile

La Grazia e il Peccato, nostro pane quotidiano
di Luciano Nicastro

Lettera a un seminarista
di Andrea Maniglia

Pompei, dove la Madonna appare ai cuori
di Padre Antonio Rungi



Un omaggio alla Bellezza

di Bruno Volpe

Ha detto bene il Papa: il rito tridentino non era mai stato cancellato. D’altronde, come si potrebbe cancellare la Bellezza? Non abbiamo nulla contro la Santa Messa del “Novus Ordo”, ma non si può negare che il canto gregoriano, l’armonia del latino, la sobrietà e la contenuta eleganza del Messale di San Pio V rappresentino un inno alla Bellezza liturgica. Si badi: la liturgia non è fine a se stessa, perché così cadrebbe nel ritualismo farisaico. La liturgia, come sacrificio e dono, è festa, geometria, regolarità: il sacerdote uomo cede il passo a colui che parla nella persona di Cristo; e nel rito tridentino quasi meglio si ricava l’idea del Mistero. L’obiezione degli “illuministi” della liturgia è che si deve capire tutto. Nulla di più sbagliato: non fa male ogni tanto saltare qualche passaggio; all’ignoranza delle parole suppliscono la grazia, la fede e lo Spirito Santo. Dunque, esultiamo di gioia in un giorno storico per la Chiesa che rivaluta il suo tesoro sepolto dall’oblio e dallo scientismo presuntuoso. Oggi nella società della confusione e delle tante parole si ha più che mai bisogno di silenzio e meditazione e del recupero della Bellezza. Dunque, grazie Santo Padre per questo immenso regalo!