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Le vacanze di lavoro del Papa in Cadore

di Alberto Giannino

Benedetto XVI in vacanza per circa tre settimane sulle Dolomiti, a quasi 900 metri di altitudine, per la precisione a Lorenzago di Cadore, in provincia di Belluno. Il comune di Lorenzago e’ un  piccolo centro:  27 Kmq di superficie,  e 578 abitanti, ma e’ un luogo turistico tranquillo, adagiato su un dolce declivio dove sono facilitate le passeggiate e le escursioni nelle vicine vallate. Aria pura, clima fresco e asciutto sono stati il giusto ingrediente per farne la meta preferita di Papa Giovanni Paolo II e, ora, nel 2007, del suo successore. La storia di Lorenzago, il cui nome deriva dal personale latino Laurentius, è correlata a quella del vicino Passo della Mauria, via d’accesso dal Veneto al Friuli frequentata sin dal Neolitico e che fu teatro della strenua opposizione dei Cadorini agli Austriaci (1848). Il comune è formato dai due agglomerati di Villapiccola e di Villagrande. Nel luglio del 1855 un terribile incendio distrusse ben 57 case in legno. La borgata di Villagrande venne perciò ricostruita sulla base di un piano regolatore steso dall’architetto Giuseppe Segusini sul modello di  Torino. Da visitare: nella Borgata di  Villapiccola, la Chiesa della Difesa, ricostruita nel 1841, dove è custodita una pregevole predella del 1525; il Castello di  Mirabello, meta preferita di Sua Santità Giovanni Paolo II; la parrocchiale del XVIII secolo e la cinquecentesca Casa Tremonti. In piazza Luca, invece, il Palazzo ex- Mainardi. La felice posizione geografica di Lorenzago di Cadore la configura come un ideale centro di soggiorno soprattutto estivo. Il paese sorge vicino alle sponde del fiume Piave, esattamente all’imboccatura di questo nel lago di Pieve di Cadore. Da questa piccolissima gemma del Cadore si raggiungono facilmente le alte vette del Gruppo delle Marmarole (m 2932), la Riserva Naturale Somadida, e il Parco Naturale Dolomiti di Sesto in Trentino-Alto Adige. L’intimo e raccolto paesino è l’ideale per coloro che cercano un po’ di pace e tranquillità, magari passeggiando sulle rive del Lago. Qui il Papa riservera’ certamente del tempo per  splendide escursioni a piedi che la regione offre attraverso numerosissimi itinerari immersi nel verde. Il territorio comunale è bagnato dai torrenti Piova e Crìdola, affluenti del Piave. Da rilevare che nei pressi del Passo Mauria ci sono le sorgenti del Tagliamento, che poi prosegue tra i monti per approdare alla pianura friulana. A sud si erge una delle massime vette dell’area cadorina, il Monte Crìdola con altre cime di  notevole rinomanza alpinistica e di  elevato valore paesaggistico. Il centro del paese, non diversamente da altri del Cadore, è la sintesi di due frazioni diverse. Villagrande e Villapiccola costituiscono infatti l’abitato principale formato da case di  pietra che hanno sostituito con i piani di rifabbrico le vecchie case interamente in legno. Intorno sono presenti diversi altri nuclei e piccole borgate. La chiesa parrocchiale dedicata a S. Ermagora e S. Fortunato fu originariamente costruita nel ‘400. Sottoposta a vari interventi di ricostruzione, l’attuale aspetto è quello realizzato alla fine del ‘700. All’interno ci sono opere di Tomaso Da Rin, Francesco Alois, Giovanni Battista Vicari e anche una pala attribuita a Cesare Vecellio. L’organo, seppur modificato rispetto all’impianto originario del 1794, è opera del friulano Francesco Comelli. La chiesa della Madonna della Difesa di Villapiccola è cinquecentesca (ultimata nel 1512 e consacrata nel 1515) e fu costruita probabilmente quale voto per ottenere pace e affrancazione da vandalismi e distruzioni. Ricostruita e ampliata verso la metà dell’ ‘800 (fu riconsacrata nel 1847), conserva della preesistente chiesetta parti di affreschi di scuola friulana attribuiti a Giovanni da Tolmezzo e un buon organo di fattura settecentesca veneta opera di Moscatelli. La chiesetta di S. Antonio Abate verso la Mauria in località Coresiei è degli ultimi decenni del ‘700. Restaurata pochi anni fa, fu anche riconsacrata. Il Papa, in questi 18 giorni, lavorera’ presumibilmente per ultimare la seconda parte del suo libro su Gesu’ di Nazareth, per i suoi prossimi viaggi apostolici, per la giornata mondiale della gioventu’, per una Lettera Enciclica, per ristabilire i rapporti con la Cina e per favorire un vero dialogo ecumenico. Non mancheranno i problemi interni alla Chiesa (la morale, la dottrina sociale, la teologia, l’ecclesiologia, la mariologia, la cristologia, la teodicea e la patrologia ante nicena e post nicena come fa da qualche tempo nelle sue Udienze generali). E ancora: si occupera’ dei laici, dei diaconi, dei sacerdoti, dei Religiosi e delle Religiose, dei vescovi e della collegialita’, della grave crisi delle vocazioni, dei valori cristiani non negoziabili (vita, famiglia, liberta’ di educazione dei figli, e la promozione del bene comune) e del secolarismo e dell’indifferentismo religioso. Ci sono, infine, gli scandali, il latino, la liturgia e le priorita’ della Curia Romana. Piu’ che una vacanza sembra una programmazione di lavoro per qualche mese. Ma il Papa e’ tedesco ed e’ abituato a ritmi di lavoro intensi. Naturalmente, nelle passeggiate accanto alle Dolomiti, vicino a Dio, ci sara’ lo spazio per la preghiera, il rosario, la meditazione, il silenzio e la lettura. Lo aspettiamo, riposato,  il 27 luglio per continuare ad esercitare il suo ministero petrino a favore della Chiesa e del Popolo di Dio prima da Castel Gandolfo e poi nuovamente dal Vaticano.