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La nuova simonia: pagare per pregare
di Fra’ Sistino
CITTA’ DEL VATICANO – Da quando sono diventato un frate al servizio di tutti, la gioia più bella per me è stata quella di essere disponibile e di poter accogliere i fratelli in chiesa e nella Chiesa. Ma evidentemente non tutti la pensano così. Per alcuni le chiese, le cattedrali, le basiliche o i battisteri sono solo luoghi da visitare. Almeno per i non residenti. In Italia, almeno, alcune diocesi hanno deciso che le loro chiese sono prima di tutto opere d’arte, e quindi per entrare bisogna pagare il biglietto. Se vuoi solo pregare vai in qualche capannone di periferia. Se sei residente del luogo, e lo dimostri, allora puoi pregare in pace nel luogo dove generazioni prima di te si sono riuniti fedeli, santi e peccatori per trarre beneficio spirituale anche dall’arte che un principe o un vescovo ha voluto offrire alla città. Ma se vieni dal paese accanto, paghi. E questo succede in città super fedeli come Verona, o turistiche come Ravenna. Con il Santissimo Sacramento sull’altare. Si paga, anche se poco, anche solo per fare un segno della croce davanti all’Eucaristia, o per cercare un prete per confessarsi. Come facciamo così a far capire il bello dell’essere accolti dalla Chiesa? Come facciamo a sentirci in quella “buona compagnia” di cui ci parla sempre Papa Benedetto? Certo, per conservare le bellezze artistiche di una grande chiesa occorrono soldi, è vero. Ma non si riesce proprio a trovare un altro sistema per reperire fondi? Magari facendo pagare biglietti, anche più salati, per musei diocesani, scavi archeologici e via dicendo. Ma non per pregare o partecipare alla Messa. In fondo le bellezze artistiche che ammiriamo in chiese e cattedrali sono proprio un servizio ai fedeli, una bibbia per i poveri, una catechesi viva e presente per chi non aveva altre occasioni di riflessione. Non sarebbe bello se fosse così anche oggi? Invece di preoccuparsi di quanti centimetri di spalle scoperte hanno le donne che entrano in chiesa e offrire ridicoli fazzoletti per coprirsi, salvo poi lasciare che le spose entrino mezze nude, ma tanto hanno pagato per il matrimonio, non sarebbe meglio offrire accoglienza e misericordia gratis come Dio ce la offre da sempre?
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