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L’Onnipotenza di Dio è l’Onnipotenza dell’Amore
del Cardinale Angelo Comastri

L’inferno esiste ed è eterno
di Maurizio Fois

Quando l’Eucaristia è vittima dei satanisti
di Stefano Cropanese

Gli Ordini dei Canonici Regolari: numeri e abiti
di Daniele Di Sorco

Sul valore teologico del Concilio Vaticano II
di Don Curzio Nitoglia

Se anche le altre religioni recitassero il ‘mea culpa’
di Sergio Rolando

Il Generale e la cappella del disonore
di Gianluca Barile

La Grazia e il Peccato, nostro pane quotidiano
di Luciano Nicastro

Lettera a un seminarista
di Andrea Maniglia

Pompei, dove la Madonna appare ai cuori
di Padre Antonio Rungi



Il ritratto di San Pio V

di Mauro Bontempi

CITTA’ DEL VATICANO – Papa Pio V, nato a Bosco Marengo nel 1504, dalla nobile Famiglia Ghisleri, al battesimo fu chiamato Michele, nome che tenne anche da religioso. A 14 anni prese l’Abito Domenicano e sotto la tutela di Maria germogliò in lui quell’angelica pietà che fu l’anima e il segreto di tutta la sua vita. Iniziò la carriera apostolica con l’insegnamento a Bologna e a Pavia. Successivamente fu chiamato a difendere la fede, minacciata in Italia dall’eresia di Lutero che stava oltrepassando le Alpi. Michele Ghislieri fu nominato Grande Inquisitore Generale, titolo che a nessun altro passò. Parve allora rivivere in lui un’altra Gloria dell’Ordine, San Pietro da Verona, e se non dette il sangue, prodigò fatiche e sudori. Papa Paolo IV lo nominò Vescovo di Nepi e Sutri e due anni dopo lo creò Cardinale del titolo di Santa Maria Sopra Minerva. Il suo successore, Papa Pio IV, lo trasferì alla Sede di Mondovì dove la fede era più minacciata, richiamandolo poi a Roma dove si richiedeva la sua scienza e la sua illuminata prudenza. Alla morte di Pio IV i Cardinali, riunitisi in Conclave, lo elessero Papa. Il suo Pontificato, durato sette anni, fu uno dei più fecondi del suo secolo. Volle eseguiti i Decreti del Concilio di Trento, pubblicò il Catechismo Romano, stabilì l’unità della Liturgia Romana, represse il mal costume, fu il Padre d’ogni miseria. La sua gloria più grande fu la celebre vittoria contro i Turchi del 7 ottobre 1571 riportata dalle forze cristiane da lui animate e che salvò in Europa la civiltà e la fede. Grato a Maria, sua celeste alleata, istituì la festa del Rosario. Sia da vescovo, che da cardinale, che da Papa, visse sempre come un povero religioso. Volle morire con la sua rozza camicia di lana. Il suo santo trapasso fu uno spettacolo degno degni angeli. Il suo corpo è sepolto nella Basilica di Santa Maria Maggiore. E’ stato proclamato Santo il 22 maggio 1712 da Papa Clemente XI.