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Don Gianni Baget Bozzo a “Petrus”: “La cultura cristiana intimorita dall’Islam”
Dall’inviato
Bruno Volpe
GENOVA – E’ influenzato, non sta troppo bene. Giorgia Scaglia, la sua premurosa segretaria, ci prega di parlargli solo nel pomeriggio, dopo una salutare pennichella, e puntualmente Don Gianni Baget Bozzo risponde, con il suo inconfondibile accento genovese, alle nostre domande. Sicuramente personaggio scomodo, teologo di alto livello, Don Gianni non dice mai cose banali. Lo si può amare o no, ma sotto la tonaca vive un sacerdote di razza. Lucida la sua analisi sui tempi attuali: “Oggi il cristianesimo è colpito da attacchi a volte anche volgari, che riguardano principalmente e ignobilmente la figura di Gesù”. Ma a cosa si deve tutto ciò? “E’ una manovra a tenaglia che arriva da due fronti. Da un lato vi è l’ateismo occidentale, ormai dilagante, che poi è un fenomeno su scala mondiale; dall’altro, la diffusione dell’Islam. Intendiamoci – chiarisce prontamente don Gianni Baget Bozzo -, io non ho niente contro la religione musulmana, ma avverto la sensazione che a volte la cultura cristiana sia succube di quella islamica e abbia paura di inimicarsela. E, purtroppo, gli islamici, che non sono stupidi, lo hanno compreso bene”. E sul Pontificato di Benedetto XVI, il battagliero sacerdote genovese cosa pensa? Immediata la risposta: “Tutto il bene possibile. Papa Benedetto è il vero custode della fede e della tradizione, ha posto Cristo al centro del suo pontificato, predica la verità e la libertà”. Don Gianni tocca anche il tema delle preannunciate modifiche della liturgia. “Aspetto di leggere attentamente il motu proprio per la liberalizzazione della messa tridentina, ma posso dire che in effetti, anche se solo minimamente, il ruolo dei vescovi, se le indiscrezioni dovessere confermate, sembra destinato ad essere sminuito in materia rispetto a prima. In quanto al latino nella celebrazione della Santa Messa, sono strafavorevole perché rappresenta la dimostrazione della vitalità della tradizione, di un patrimonio culturale che bisogna difendere, cosi come bisogna difendere la spiritualità della Messa, che è sacrificio e dono. Ma non solo: il latino garantisce il senso dell’universalità, e quindi è il benvenuto”. Gianni Baget Bozzo (nella foto) si definisce sostenitore dell’insegnamento teologico di Joseph Ratzinger fin dai tempi della nomina di quest’ultimo a prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (1981). A Genova, la sua città, celebra ogni domenica la Messa secondo il rito di San Pio V nella chiesa parrocchiale dei Santi Vittore e Carlo, in via Balbi.
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