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La Rai e il Papa dell’amicizia con Dio

di Bruno Volpe

CITTA’ DEL VATICANO – Giovedì in seconda serata, Rai Uno, a firma di Giuseppe De Carli ed Elena Balestri, ha mandato il bel documentario dal titolo: “Il Papa dell’amicizia con Dio”. Dobbbiamo riconoscere che la Tv di Stato ha trasmesso un lavoro maiuscolo, eccellente, pregevole, frutto del lavoro esemplare di due professionisti di altissimo livello che hanno dato una lezione di giornalismo che riconcilia i palati televisivi dopo i troppi infortuni avvenuti ai danni della Chiesa. Ne è venuto fuori un ritratto a tutto tondo di Benedetto XVI, con immagini inedite quali quelle sulla sua vita quotidiana, il pranzo, i commenti, il lavoro di ogni giorno. Anche nella routine  del Palazzo Apostolico si ricava, o meglio, si rafforza l’idea di un Papa amante della verità, della bellezza, che poi è Dio, della ricerca della giustizia. Ci è piaciuto molto il riferimento, anche divertente, al progressivo cambio di look del Pontefice, non solo nell’abbigliamento ma anche nel comportamento, segno che la ricerca giornalistica di De Carli e Balestru era solida e di valore. Ma se è giusto riconoscere ai due egregi autori del documentario Rai l’importanza ed il pregio dell’opera prodotta, è altrettanto doveroso applaudire il soggetto protagonista, il Santo Padre Benedetto XVI, esemplare amico di Dio sin dagli anni dell’infanzia in Baviera. Dal documentario è emerso, infatti, il ritratto di un uomo mite, gentile, lontano un miglio dall’idea del Panzerkardinal, così come ha acutamente sottolineato anche il maestro Vittorio Messori. Personalmente, ho trovato giusto anche il richiamo a quello che  considero il viaggio più importante ed emotivo di Benedetto XVI, cioè quello in Polonia, quando sorprendetemente ha gridato: “Dov’era Dio e perché ha taciuto davanti alla persecuzione nazista degli ebrei?”. Il documentario ha naturalmente reso un doveroso omaggio pure all’indimenticabile Servo di Dio Giovanni Paolo II: l’ennesimo esempio di un lodevole lavoro giornalistico. Complimenti, quindi, alla Rai, a Giuseppe De Carli e ad Elena Balestri. Peccato, però – e lo sosteniamo senza polemica -, che un video così eccellente sia stato trasmesso solo in seconda serata: nel prime time, per qualità ed ascolti, non sarebbe stato certamente secondo a nessun  altro programma televisivo.