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Date a “Petrus” quel che è di “Petrus”

di Gianluca Barile

CITTA’ DEL VATICANO – La settimana scorsa, a causa di un errore di interpretazione, abbiamo dovuto fare i conti, come è noto, con una dichiarazione “ufficiosa” di Padre Federico Lombardi, che incalzato da alcuni colleghi vaticanisti ha sottolineato – per l’esattezza, mercoledì – l’infondatezza della notizia – addebitata a “Petrus” –  relativa alla pubblicazione di un dogma da parte del Santo Padre per la proclamazione di “Maria co-redentrice dell’umanità”. Peccato che non avessimo mai scritto questo, ma solo che il Papa, subito dopo le vacanze estive, avrebbe valutato l’opportunità di consultare i Vescovi di tutto il mondo, su sollecitazione di una larga parte dell’episcopato polacco e latino-americano, per verificare se vi fossero le condizioni per dichiarare tale verità di fede. Nell’articolo, a firma del bravo Bruno Volpe, avevamo specificato che, comunque, il Papa stesso, sin dai tempi in cui era “semplicemente” il Cardinale teologo Joseph Ratzinger, si era mostrato, in proposito, molto perplesso. Apriti cielo. La precisazione di Padre Lombardi, che non era certamente rivolta a noi ma a quelle testate che ci avevano interpretato in maniera erronea sostenendo che “Petrus” avesse dato per certa la proclamazione del dogma mariano, da molti, soprattutto critici lettori e irriducibili detrattori, era stata trasformata in una cocente smentita, una sonora bocciatura, una condanna senza appello. In pochi giorni, eravamo passati dall’essere una delle fonti giornalistiche più accreditate – malgrado fossimo nati come quotidiano solo a Febbraio del 2007 -, ad una sorta di amatoriale bollettino parrocchiale (con tutto il rispetto per chi confeziona questi importantissimi strumenti di informazione nelle piccole comunità). Ora, possiamo dire con orgoglio, ci siamo tolti una grande soddisfazione, dando in esclusiva mondiale, quando mancavano pochi secondi alle 13.00 di martedì, la notizia dell’imminente (e ai più sconosciuta) pubblicazione del “motu proprio” papale per il ripristino della regola dei due terzi dei voti a favore per l’elezione in Conclave del Romano Pontefice. Ancora una volta il gioco di squadra ha premiato. Penso al lavoro “investigativo” di Bruno Volpe, all’esemplare opera di approfondimento di Angela Ambrogetti e al contributo di tutti coloro che ogni giorno tolgono tempo alla professione e alla vita sociale per rendere “Petrus” più credibile, professionale e affidabile. Mi perdonerete, ma prima ancora penso a chi voleva farci passare per una bottega di falliti giornalisti on-line. Dedicherei a loro la rivincita che ci siamo presi, se non fosse per l’Amore – con la A maiuscola – che nutro per Benedetto XVI. Quindi, il mio grazie come Direttore di “Petrus”, prima ancora che agli instancabili collaboratori, va al Santo Padre che – vi sembrerà banale – se non avesse redatto il “motu proprio” (come quello sulla liberalizzazione della Messa in latino, sempre da noi anticipato una decina di giorni fa) –  non ci avrebbe consentito di rifarci dopo essere stati ingiustamente messi all’indice mercoledì scorso. Ora, cari amici, voi che ci avete giudicato e condannato senza appello, fate un bel lavaggio di coscienza e riconoscete, se non in pubblico almeno dentro di voi, di aver sbagliato. Come dire, date a “Petrus” quel che è di “Petrus”.