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L’umanità di Joseph Ratzinger
di Bruno Volpe
I detrattori sono serviti. Appena eletto nocchiero della barca di Pietro, Joseph Ratzinger fu dipinto con i colori più strani e cattivi da una certa stampa pregiudizialmente ostile. Il tempo ha rivelato il vero volto di Joseph Ratzinger, il “grande innamorato di Dio”, secondo la meravigliosa definizione di quell’indimenticabile uomo e vaticanista che fu Orazio Petrosillo. Già il titolo della prima Enciclica doveva farlo intendere: Dio è Amore. Sì, Benedetto XVI è il Papa dell’Amore e, nel tempo stesso, della Bellezza che, a sua volta, è Amore. Non è quell’uomo rigido, ferreo, teutonico che qualcuno aveva descritto imprudentemente. Anzi, tutt’altro. Due passaggi del pontificato lo dimostrano. In Germania, durante il suo viaggio in Baviera, Benedetto XVI candidamente disse: “Sono vecchio, non so quanti anni mi darà ancora il Signore”; una rivoluzionaria dimostrazione di forza e di debolezza che porta alla mente le parole di San Paolo: “Quando sono debole, allora sono forte”. Recentemente, nell’ambito della visita alla Biblioteca Vaticana, il Papa ha rivelato: “Volevo ritirarmi tra i miei cari libri per studiare e lo avevo fatto presente a Giovanni Paolo II, ma lui mi disse di no e la Provvidenza mi ha portato sin qui…”. Un’altra bella dimostrazione di schiettezza, di semplicità e umanità: quando mai un Papa ha detto di essere vecchio o di aver voluto ritirarsi prima ancora del tempo debito? Benedetto XVI non finisce mai di sorprendere, con il suo candore, con la sua dolcezza, con la sua umanità. Ecco perché i fedeli accorrono in massa ai suoi incontri pubblici.
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