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Lettera a un seminarista
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Pompei, dove la Madonna appare ai cuori
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Giù le mani da Maria, Madre di Dio e Madre nostra!

di Alberto Giannino

MILANO – Una bestemmia abominevole, vergognosa e cialtronesca contro la Vergine Maria. Questo e’ il risultato del titolo di  un convegno organizzato a Bologna  dal movimento gay “carni scelte” per il giorno 29 giugno. Mai l’amministrazione comunale era scesa tanto in basso nell’avallare un’iniziativa blasfema, sarà per questo che ha chiesto man forte anche al Ministero della cultura, guidato dalla diessina Melandri. Che adesso fa l’oca giuliva dicendo di non sapere esattamente quello che la signora Jurta Francesca Rossi (l’autrice dello spettacolo osceno) aveva in mente di portare in scena. Fatto sta che se invece il Presidente della CEI, Monsignor Angelo  Bagnasco, dice si alla vita, si alla famiglia, e si alla liberta’ di educazione, viene messo alla gogna pubblica. Insulti, assalti, proiettili, intimidazioni, e  scritte sui muri.  E scorta della Digos. Mentre, se il ministro Melandri da’ il patrocinio a questa orrrenda e orribile mostra tutto e’ normale, tutto e’ lecito e lei, rappresentante del popolo italiano, rimane al suo posto nonostante molti abbiano chiesto le sue dimissioni. Due pesi e due misure. E poco importa che il patrocinio sia stato poi ritirato: resta la vergogna. E resta un dato di fatto: nessuno si è sentito in dovere di scusarsi con il Papa, con il Cardinale-Arcivescovo Carlo Cafarra e con il Presidente Bagnasco. La Procura della Repubblica di Bologna, attraverso il pm Paolo Giovagnoli, ha aperto un fascicolo contro ignoti per il reato di vilipendio, e, nei prossimi giorni, sono attesi clamorosi sviluppi in relazione a quella frase irriguardosa, infelice e offensiva per tutto il popolo cristiano, per la Chiesa, per i Diaconi, i Religiosi, le Religiose, i Vescovi, e per il Papa, che noi non ripeteremo, sulle lacrime di Maria. A presentare la denuncia, Fabio Garagnani, parlamentare di Forza Italia. ”Ho formulato la mia denuncia a titolo personale, basata su fatti inoppugnabili e sulla protesta manifestatami da tanti cittadini, come pure sulla costante interpretazione della giurisprudenza”, ha detto Garagnani  che poi ha aggiunto: “La comunita’ civile non puo’ tollerare che certi atti rimangano esenti da sanzione, pena il venir meno del senso di appartenenza alle istituzioni”. Determinante anche la denuncia pubblica della Lega Cattolica Antidiffamazione del Presidente Pietro Siffi. Arriviamo adesso alla Vergine, alla Madre di Gesu’ e Madre di Dio. La  Madre del Nuovo Adamo, nel quale e per il quale tutti gli uomini sono fratelli, Maria, Nuova Eva, è la madre di tutti i viventi, la nostra madre amatissima. Sovreminente e del tutto singolare membro della Chiesa, Ella ne è il modello;  Ella è immagine e inizio della Chiesa che dovrà avere il suo compimento nell’età futura. Qui una nuova visione a noi si presenta e cioè il riflesso della Madonna nella Chiesa, come dice Sant’Agostino: “Maria rispecchia in Se stessa la figura della Chiesa”.  Madre del Cristo Re, Principe della Pace, Maria diviene, per ciò stesso, Regina e Madre della Pace. Il Concilio Vaticano II, enumerando i titoli di Maria, non la separa mai dalla Chiesa. Così, è la Chiesa, tutta la Chiesa, che deve anch’essa, sull’esempio di Maria, vivere sempre più intensamente la propria maternità universale nei confronti di tutta la famiglia umana attualmente disumanizzata, perché desacralizzata. «Madre e Maestra», la Chiesa del Cristo non pretende di costruire la pace del mondo senza di esso o al suo posto, ma, proclamando il Regno di Dio in tutte le nazioni, intende «al tempo stesso svelare all’uomo il senso della sua propria esistenza», sapendo che «chiunque segue Cristo, l’Uomo perfetto, si fa lui pure più uomo».  La Chiesa  la  definisce  come la corona di tutti i misteri che hanno reso singolarissima, unica la vita della Madonna. È Dio che si fa uomo, e trova una porta pura, ricostruita dopo la caduta di Eva, perché il Signore vuole affratellarsi con noi, entrare tra di noi. E questa porta, «ianua caeli», è la Madonna, capolavoro della bontà, della sapienza di Dio, sua presenza desiderata nella vita del mondo. Per creare la Chiesa, il Signore ha creato una mamma, la madre di Cristo, e ha dato a Maria la gloria e l’umiltà per un compito di questa natura, di questa portata. È un mistero che ci è tanto vicino, che parla alle anime di ciascuno di noi perché la Madonna è la madre nostra. Il Signore ha voluto veramente in lei avvicinarsi, confondersi con la folla umana. Ha voluto essere uno di noi attraverso la presenza benedetta e mai abbastanza celebrata di Maria. Il «Magnificat» e’ l’inno più bello della liturgia mariana, in cui  la voce squillante e fiera di Maria risuona per dare fortezza e coraggio ai promotori della Pace: «Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili». L’atto ispirato che Maria ha fatto uscire dalla pienezza della sua anima, il canto più bello che c’è nelle Sacre Scritture. La Madonna, così umile, deve ancora professare la distanza incalcolabile, metafisica che corre tra le creature e il creatore: «Ha fatto di me grandi cose il Signore», cose stupende, ineffabili, inimmaginabili. Ha dato a Maria una statura che dalla terra arriva al cielo. E ciò in vari momenti, in varie salite lungo la scalinata del cielo. Maria diventa madre senza peccato, e così via, finché la vediamo confondersi con il sacrificio del figlio sul Calvario, e poi la vediamo raccolta nel silenzio della preghiera comune nel Cenacolo, dove lo Spirito Santo scende nella Pentecoste e riempie di nuovo della presenza di Dio le creature che vi sono raccolte. Il mistero dell’Assunzione di Maria, rifacendosi alle parole stesse rivolte nel cantico del «Magnificat» dalla Madonna a Sant’Elisabetta, «Exaltavit humiles» e alle altre «Beata, perché hai creduto» ci insegnano ad abbandonarci con estrema fiducia nel mistero della volontà del Signore perché Ella stessa si abbandonò pienamente al mistero, facendo in tutto la volontà del Signore. I parenti più vicini a Dio e da lui più riconosciuti sono proprio quelli che accettano la sua volontà. L’epilogo di questa accettazione avvenne sotto la croce di Gesù, quando la Madre, dal Figlio vilipeso e odiato dagli uomini, accolse il suo testamento di amore che la rendeva per sempre madre di tutti gli uomini. Fu Maria a rivelare poi la gloria del Cristo risorto, prima di tutti agli Apostoli, diventando, così, anche Madre della Chiesa. Guardando bene e con cautela, e con l’intelligenza degli indizi (professioni aperte non le possediamo disse Paolo VI, ma possediamo elementi sufficienti per dire che siamo nella verità anche se siamo nel mistero), vediamo che a Maria non toccò la morte. La Madonna è in Paradiso e di là ancora conserva, e anzi moltiplica, i suoi contatti con noi. Col Signore, diventa madre della Chiesa, madre dell’umanità. Per trovarla davvero vicina, ciascuno può dire: «è madre mia, posso ricorrere a Maria perché ha il cuore anche per me». La Madonna è passata anima e corpo nell’al di là, nella Risurrezione della vita eterna, nella associazione a Cristo suo benedetto Figliolo che siede alla destra del Padre. Sono parole che sgomentano, se davvero cerchiamo di volerne esplorare il significato, perché si tratta di un nuovo stato, di una condizione di cui non abbiamo un’idea esatta, né possiamo formarcela. Bisognerebbe andare in cerca delle parole profetiche, delle espressioni degli artisti, dei poeti. Francesco Petrarca  in un inno indica la Madonna con le parole «Vergine di sol vestita». «Immaginate come sia possibile – osserva – che la natura umana sia vestita di sole; vuol dire uno splendore, una irradiazione interna che si effonde in una bellezza accecante». Di qui, un altro pensiero immensamente fecondo. San Paolo afferma:  «Conversatio nostra in Coelis est» . «La Madonna- spiega – ci ascolta, ci vede, ci protegge, ci è vicina. È la madre di tutti i viventi, la madre della Chiesa, per cui siamo non solo autorizzati, ma invitati al colloquio con Lei». La dottrina cattolica  ci educa a fare di Cristo il principio e il termine non solo della devozione mariana, ma di tutta la nostra vita spirituale. Verrà poi il restauro del nostro proposito di cercare in Maria il modello perfetto d’ogni umana e cristiana virtù, lo «Speculum iustitiae», la maestra e la guida del nostro pellegrinaggio terreno. E verrà insieme il restauro della nostra fiducia nella materna assistenza della Madonna nelle nostre necessità, nelle nostre tribolazioni, nelle nostre aspirazioni: il ricorso alla sua amabile e potente intercessione ci sarà abituale e spontaneo. E finalmente quel senso umano, che viene dalla scuola di Nazareth, quell’amore ai fratelli di cui Cristo ci lasciò esempio e precetto, quella visione della vita che si acquista nella conversazione col Vangelo, rinasceranno e fioriranno in sentimenti ed in opere di utilità sociale se dalla devozione a Maria, la «Madre del bello amore», trarremo ispirazione ed energia al grande e sommo dovere nostro: la Carità. Il Concilio Ecumenico di Efeso ha  proclamato il titolo di Madre di Dio, Theotókos, per la Madonna.;  Da qui l’invito a venerare in modo particolare la Madonna e ad affidare alla sua materna tutela la santa Chiesa, che onorando in Maria la Madre di Cristo, esalta la sua divina Maternità, per il fatto che Cristo era non solo uomo, ma Dio, Figlio di Dio, e nello stesso tempo confessa una Maternità spirituale di Maria verso di noi, verso il Corpo Mistico di Cristo, che è la Chiesa. Bisogna che Maria Santissima abbia sempre un posto speciale nella nostra religione, quello che appunto Le compete nel disegno divino della nostra Redenzione, non certo in competizione con quello di Cristo, ma da quello di Cristo completamente dipendente e derivato e a quello di Cristo mirabilmente associato. Ecco perche’ come cattolici riteniamo grave, una bestemmia, un vilipendio, un atto vile, la frase sulla Madonna “coniata” a Bologna. Ritirare il patrocinio  del Ministero e’ troppo poco. Tutti sapevano e tutti hanno acconsentito all’offesa della Madre di Dio. Ma le dimissioni in questo Paese non le da’ nessuno. Melandri compresa.  Non resta che il gesto riparatore di altre Messe per quella bestemmia abominevole. Tutto ciò mentre il signor Franco Grillini dell´Arcigay non e’ pentito minimamente dell’accaduto. Anzi, si dice stupito della «subalternità culturale e politica dei bolognesi» e provocatoriamente propone al Cardinale Caffarra «di candidarsi a sindaco di Bologna alle prossime elezioni». Invece lui, Grillino, che si trova nella sinistra democratica di Mussi, restera’ sicuramente a casa alle prossime politiche a riorganizzare le fila del movimento gay e lesbico ormai decaduto e decadente. I deputati Vladimir Guadagno, ex travestito, e Titti de Simone dell’arcilesbica,  l’hanno mandato definitivamente in pensione da un pezzo. Il dramma e’ che lui, nel suo laicismo e anticlericalismo, non l’ha ancora capito!