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Tauran, Farina e la Curia di Benedetto
di Angela Ambrogetti
CITTA’ DEL VATICANO – Dalla Biblioteca al Dialogo Interreligioso. Il Cardinale Jean-Louis Tauran è stato dunque nominato dal Papa presidente del Pontificio Consiglio che si occupa del rapporto con le altre religioni. Per poco più di un anno, il Consiglio era stato guidato dal Cardinale Paul Poupard che da ormai un quarto di secolo dirige il Pontifcio Consiglio della Cultura. Nel giorno in cui il Papa visita la Biblioteca vaticana prima della chiusura per restauro e confessa di aver desiderato di esserne a capo, arriva anche la nomina del nuovo Bibliotecario di Santa Romana Chiesa. L’ennesima dimostrazione del rinnovato criterio di Curia secondo la visione di Benedetto XVI. Tauran (nella foto) è stato uno dei diplomatici di punta del pontificato di Giovanni Paolo II, infaticabile soprattutto per la maratona diplomatica che volle il Papa per scongiurare il conflitto Iraq. Ora questo nuovo incarico che lo porta ad una missione decisamente più pastorale e vicina alle sue attitudini. In Bilioteca, a seguire i lavori che tanto hanno fatto scalpore, resta un salesiano, Monsignor Raffaele Farina, finora Prefetto. Farina ha lavorato moltissimo per portare la Biblioteca vaticana al massimo della fruibilità con accessi tramite internet ai cataloghi e collegamenti con le altre Biblioteche di prestigio sparse in ogni parte del mondo. Del resto, la biblioteca del Papa, quindi Apostolica, ha assimilato e affinato la sua missione, come ha detto oggi Benedetto XVI che ha voltuo visitarla prima della chiusura che , come studioso, dispiace sicuramente anche a lui. La caratterizzazione inconfondibile è quella di essere “un’accogliente casa di scienza, di cultura e di umanità, che apre le porte a studiosi provenienti da ogni parte del mondo, senza distinzione di provenienza, religione e cultura”. Il compito di custodire la sintesi tra cultura e fede che traspira dai preziosi documenti e dai tesori custoditi è ora affidato anche al nuovo Prefetto, Cesare Pasini, vice di Ravasi alla Bilioteca Ambrosiana. Un’attenzione motivata anche da sentimenti personali. Conosce bene il lavoro dell Biblioteca, il teologo Joseph Ratzinger, e per questo ricorda “con umile e quasi nascosto impegno quotidiano, nell’Archivio Segreto, méta di tanti ricercatori provenienti dal mondo intero” . Il lavoro degli “scriptores” nell’Archivio Segreto si rivolge anche a tempi a noi vicini. “Ne sono prova i primi frutti che la recente apertura agli studiosi del pontificato di Pio XI -dice il Papa- da me decisa nel giugno del 2006, ha fino ad oggi prodotto. Ricerche, studi e pubblicazioni possono a volte far nascere, accanto ad un interesse precipuamente storico, anche talune polemiche”. Il Papa loda l’atteggiamento “di servizio disinteressato ed equanime che l’Archivio Segreto Vaticano ha reso, tenendosi lontano da sterili e spesso anche deboli visioni storiche di parte ed offrendo ai ricercatori, senza preclusioni o preconcetti, il materiale documentario in suo possesso, ordinato con serietà e competenza”. E nel saluto c’è tutto Ratzinger: “Preoccupatevi di offrire sempre un’immagine accogliente della Sede Apostolica, consapevoli che il messaggio evangelico passa anche attraverso la vostra coerente testimonianza cristiana”. La Curia di Papa Benedetto sembra prendere gradualmente forma. Esperti della materia nei posti giusti, utilizzo di uomini d’esperienza nei posti chiave. Una ristrutturazione lenta, ma con un indirizzo chiaro. La settimana prossima ci sono in vista altre nomine. Riguarderanno i media come ha annunciato Bertone? Non resta che attendere per conoscere ancora meglio la Curia di Benedetto.
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