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Tony Blair, sarà vera conversione?
di Bruno Volpe
CITTA’ DEL VATICANO – Tony Blair potrebbe convertirsi al cattolicesimo: in sè una bella, straordinaria notizia. E non perchè si tratti di un anglicano in meno e di un cattolico in più, ma perchè dimostrerebbe la validità dell’opzione cattolica. Il premier inglese avrebbe scelto Benedetto XVI come interlocutore privilegiato. Non è un caso: il nostro caro e amato Santo Padre emana una grande luce di verità. Siamo felici per Blair, ma i modi di questa sua possibile conversione, francamente, non ci piacciono: perché attendere la fine del mandato governativo per annunciarla? Dice il Vangelo che Gesù si vergognerà di chi si è vergognato di lui. Dunque, se Blair si è veramente convertito che lo dica, la Ragion di Stato cede il passo davanti alla vera fede. Un’altra ragione: Blair nella sua conversione chieda perdono, perchè convertirsi significa cambiare vita e direzione, per aver taciuto la sua fede cattolica per motivi elettorali, per non urtare gli anglicani; chieda perdono della guerra in Iraq; chieda perdono per le Leggi anticristiane e anticattoliche in tema di morale sessuale e bioetica; chieda perdono per certi atteggiamenti di sufficienza scientista. Ci permettiamo di ricordare che una vera conversione richiede la sofferenza del penitente: Blair farebbe bella figura, almeno agli occhi degli uomini, ad annunciare la sua conversione e il suo pentimento prima di abbandonare il ruolo di primo ministro inglese. In fondo, vale più la regina o il vero Re dell’Universo?
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