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Quando un mariologo diventa relativista

di Bruno Volpe

CITTA’ DEL VATICANO – “Abbiamo già troppi dogmi”: così, in maniera sferzante, si esprimeva pochi giorni fa il noto mariologo Padre Stefano De Fiores, in piena ortodossia con la Chiesa, ricordando e riprendendo un’affermazione del 1996 del Cardinale Joseph Ratzinger. Secondo Padre De Fiores, docente di mariologia, dieci anni fa, sotto il Pontificato del Servo di Dio Giovanni Paolo II, la Chiesa aveva abbandonato l’idea di proclamare il dogma di corredentrice dell’umanità perché, citiamo testualmente, “il titolo di mediatrice, corredentrice e avvocata non avevano il necessario fondamento teologico, ecclesiologico e antropologico, e avrebbe suscitato reazioni a livello ecumenico”. De Fiores rilasciava ad un’agenzia di stampa queste dichiarazioni dopo la pubblicazione da parte di “Petrus” della notizia riguardante la possibile consultazione da parte di Benedetto XVI dell’episcopato mondiale per valutare l’eventuale e lontana opportunità di proclamare il dogma di Maria corredentrice (dogma verso il quale, peraltro, il Papa è sempre parso perplesso). Tanto rigore e tanta ortodossia da parte di De Fiores dimostrano attaccamento alla Chiesa, al Magistero e alla Tradizione; ce ne rallegriamo, anche se le litanie lauretane e la preghiera del Salve Regina definiscono la Madonna “avvocata” e nessuno mai ha sollevato obiezioni con paroloni così complicati. Grazie a Dio, il rosario è l’arma dei semplici. Nell’archivio delle esternazioni del professore, molto generoso con certa stampa, abbiamo scoperto una dichiarazione, mai smentita, rilasciata a “Korazym” del 2006 su Medjugorje. “Medjugorje ha attratto persone alla ricerca della fede, è un fenomeno che non si può trascurare nè sotto l’aspetto sociale, ne sotto quello ecclesiale”. Il mariologo, con ciò, non ha dato disco verde alle apparizioni di Medjugorje, ma le sue parole sembrano francamente distanti dalla posizione di saggia e prudente attesa della Chiesa sul tema. Ad un anno di distanza tra la dichiarazione su Medjugorje e quella sul dogma di Maria corredentrice, le due posizioni a ben vedere non brillano per coerenza, e il lettore, se vuole, può trarne le conclusioni più opportune. Una cosa è sicura: il professor De Fiores, caustico e scettico su Maria correndtrice, lo è molto meno su un fenomeno, Medjugorje, al quale la Chiesa guarda da sempre con sensata cautela. Se non altro, Benedetto XVI era scettico da Cardinale sulla corredenzione di Maria e lo è rimasto altrettanto da Papa; lo stesso dicasi per quanto riguarda le posizioni su Medjugorje. De Fiores, invece, non tiene conto dello scetticismo vaticano, come nel caso del dogma su Maria corredentrice, e quasi abilita Medjugorje (questa volta senza pezze d’appoggio). Come dire, passano gli anni e nella vita, come nella mariologia, tutto è “relativo”.