home chi siamo archivio news scriveteci
L’Onnipotenza di Dio è l’Onnipotenza dell’Amore
del Cardinale Angelo Comastri

L’inferno esiste ed è eterno
di Maurizio Fois

Quando l’Eucaristia è vittima dei satanisti
di Stefano Cropanese

Gli Ordini dei Canonici Regolari: numeri e abiti
di Daniele Di Sorco

Sul valore teologico del Concilio Vaticano II
di Don Curzio Nitoglia

Se anche le altre religioni recitassero il ‘mea culpa’
di Sergio Rolando

Il Generale e la cappella del disonore
di Gianluca Barile

La Grazia e il Peccato, nostro pane quotidiano
di Luciano Nicastro

Lettera a un seminarista
di Andrea Maniglia

Pompei, dove la Madonna appare ai cuori
di Padre Antonio Rungi



State leggendo “Petrus”, non Pinocchio

di Gianluca Barile

CITTA’ DEL VATICANO – “Dal “giallo” del dogma al “grigio” dell’informazione”. Il titolo con cui l’agenzia di stampa “Il Velino” commentava mercoledì a fine giornata il rincorrersi di commenti, riflessioni e smentite seguiti alla pubblicazione su “Petrus” della notizia riguardante la possibile, e mai data per certa, consultazione dei Vescovi di tutto il mondo da parte del Papa per l’eventuale proclamazione del dogma di “Maria co-redentrice dell’umanità”, ci è sembrato il più emblematico. Perché, tengo a precisarlo, non abbiamo mai scritto che Benedetto XVI avesse intenzione di proclamare il dogma (anzi, abbiamo riportato le sue note perplessità al riguardo), ma solo che potesse avviare delle consultazioni al ritorno dalle vacanze estive con l’episcopato. Fatto sta che in serata è arrivata la smentita di Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede, che ha dichiarato: “Nessun giallo, la notizia del dogma è priva di fondamento”. Erano le 20.08 e l’affermazione del portavoce vaticano veniva riportata dall’Agi. Ma perché Lombardi parlava di “giallo”? Perché “giallo” lo aveva definito alle 18.26 l’Ansa, che per seconda, dopo “Il Velino”, alle 12.26 aveva ripreso la notizia riportata da “Petrus”. Non entro nel merito della sintesi che i colleghi delle agenzie hanno voluto dare ai titoli dei loro “lanci”, ma constato che Padre Lombardi non ha smentito il nostro giornale, che non ha mai scritto – lo ribadisco – che il Papa stesse per proclamare il dogma di “Maria co-redentrice dell’umanità”, tema di cui comunque si sono occupati anche autorevoli maestri di giornalismo, come ad esempio Vittorio Messori nel libro “Indagine su Maria” e durante una puntata di “Porta a Porta”; piuttosto, il gesuita che cura la comunicazione del Papa, ha chiarito le idee a coloro che avevano interpretato male il senso dell’articolo firmato – mi sia consentito di affermarlo con orgoglio visto che fa parte della grande famiglia di “Petrus” – da un signor giornalista, il vaticanista Bruno Volpe, autore dello scoop sui contenuti del motu proprio di Benedetto XVI riguardo alla liberalizzazione della Messa tridentina e colonna, insieme ad Angela Ambrogetti, del quotidiano on-line che state leggendo. Da galantuomo e grande professionista quale è, Bruno Volpe ha rimesso il mandato nelle mie mani per correttezza nei confronti di “Petrus”, pensando di aver arrecato un danno al giornale. Io gli ho confermato la fiducia mia personale e di tutta la “squadra”. Perché  non è né colpa sua né nostra se un’indiscrezione, riportata peraltro in forma dubitativa, è stata interpretata da qualche addetto ai lavori come una notizia ufficiosa o addirittura ufficiale. Le notizie sono altre, e in quattro mesi e mezzo di attività abbiamo dimostrato di saperne dare di buone e di esclusive. Basti pensare alla scoperta del nome di uno dei tre Cardinali in pectore di Giovanni XXIII (Monsignor Francesco Lardone); alla pubblicazione dei contenuti del motu proprio sulla liberalizzazione della Messa in latino; al pensionamento di Artuto Mari (il fotografo di sei Papi che sarebbe uscito di scena in silenzio, senza che nessuno sapesse nulla, se non avessimo dato noi la notizia); alla tragica morte di una giovane guardia svizzera in un incidente stradale. Questi sono solo alcuni esempi della capacità e della professionalità dei giornalisti che danno il loro contributo, senza risparmiarsi mai, per la crescita del nostro e del vostro “Petrus” nell’interesse, quello sì esclusivo, del Santo Padre e della Chiesa. Ecco, la nostra forza è questa: la qualità abbinata ad un grande impegno. E un sigillo di garanzia: ci chiamiamo “Petrus”, non Pinocchio.