home chi siamo archivio news scriveteci
L’Onnipotenza di Dio è l’Onnipotenza dell’Amore
del Cardinale Angelo Comastri

L’inferno esiste ed è eterno
di Maurizio Fois

Quando l’Eucaristia è vittima dei satanisti
di Stefano Cropanese

Gli Ordini dei Canonici Regolari: numeri e abiti
di Daniele Di Sorco

Sul valore teologico del Concilio Vaticano II
di Don Curzio Nitoglia

Se anche le altre religioni recitassero il ‘mea culpa’
di Sergio Rolando

Il Generale e la cappella del disonore
di Gianluca Barile

La Grazia e il Peccato, nostro pane quotidiano
di Luciano Nicastro

Lettera a un seminarista
di Andrea Maniglia

Pompei, dove la Madonna appare ai cuori
di Padre Antonio Rungi



Il Papa e i giovani insieme per un mondo migliore

di Gianpaolo Mercurio

Negli ultimi due anni stiamo assistendo ad un fenomeno molto vicino ai tempi di Giovanni Paolo II e molto lontano dalle critiche di chi pensava che Benedetto XVI fosse un Papa decisivamente freddo e distaccato dalla folla. Al termine e durante le celebrazioni del Santo Padre. ascoltiamo sempre le voci dei ragazzi del Papa che gridano “Benedetto!Benedetto!”, come avveniva con il Suo precedessore. È infatti proprio ai giovani che Joseph Ratzinger ha consacrato il Suo Pontificato. La grande amicizia di Benedetto XVI con i giovani inizia nei primi mesi da successore di Pietro con la Giornata Mondiale della Gioventù nella Sua amata Germania, dove in centinaia di migliaia accorrono per la Giornata Mondiale della Gioventù di Colonia. Il Papa, infatti, ha grande carisma, ed è proprio per questo che Lui lavora, collabora e soprattutto discute con i giovani sui grandi temi attuali, come il sesso, la droga e l’importanza della vita. Ogni giorno assistiamo all’allontanamento dalla Chiesa di tanti ragazzi che basano inconsapevolmente la loro vita su fondamenta sbagliate e quasi del tutto fragili; ma il Papa non si stanca di chiamarli con voce mansueta alla sequela di Cristo. Egli proprio in questi avvenimenti è come un vero padre, o meglio, come un “nonno”, che consiglia come affrontare la vita e la gioia di essere davvero cristiani. Molti ragazzi, e non solo, seguono l’esempio di Benedetto XVI quale “umile lavoratore nella vigna del Signore” che, nonostante l’età avanzata, continua ad esercitare, con una vita semplice e modesta e con tanto vigore, la missione evangelizzatrice a cui è stato chiamato dallo Spirito per mezzo del Conclave del 2005. In conclusione, noi tutti, giovani e meno giovani, ci diamo la mano, e seguiamo il nostro Pastore in Terra, aiutandolo e sorreggendolo come una persona di famiglia, perché con Lui, e con i Suoi insegnamenti, andremo avanti e costruiremo un mondo migliore; un mondo in cui non vi siano più guerra e violenza ma solo abbondanza di pace e fraternità.