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del Cardinale Angelo Comastri

L’inferno esiste ed è eterno
di Maurizio Fois

Quando l’Eucaristia è vittima dei satanisti
di Stefano Cropanese

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La Grazia e il Peccato, nostro pane quotidiano
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Lettera a un seminarista
di Andrea Maniglia

Pompei, dove la Madonna appare ai cuori
di Padre Antonio Rungi



Se la Rai ricorda Padre Pio con dei cattivi esempi

di Bruno Volpe

Caro Petrus, ti butto giù queste quattro righe di commento alla trasmissione di Rai Uno su San Pio da Pitrelcina mandata in onda martedì in prima serata. Ti assicuro che sono sobrio, nel pieno delle facoltà mentali e compus mihi. Non so se tu, Petrus, hai visto la trasmissione che, in verità, non meritava le ore piccole, non per colpa di Padre Pio, quanto per demerito di chi l’ha orchestrata. Il programma ha dimostrato la veridicità di un detto messicano: calzolaio, occupati delle scarpe, cioè ad ognuno il suo mestiere! La trasmissione è risultata per la confusione, la pesantezza e la mancanza di conoscenza storica una “capponata”, da intendersi come non facilmente digeribile piatto siciliano da una parte e come ricetta ideata dai soliti “Cappon di Renzo” dall’altra. Sarà che il mito Giletti, una volta tutto casa e Chiesa, si è trasformato ed oggi sembra un clone di Santoro: San Pio, è vero, fu vittima di incomprensioni ed invidie da parte di uomini della gerarchia ecclesiastica, ma da qui ad affermare che fu perseguitato dalla Chiesa ne corre. Massimo Giletti, evidentemente, dimentica la differenza tra peccato e peccatore. Non bastano due vescovi accidiosi o in malafede o un medico in errore per screditare tutta una istituzione. Ma quel che è peggio, è che non è mancato il colpo da maestro del politicamente corretto e dell’utilizzazione della tv a fini di propaganda. Il Ministro Alfonso Pecoraro Scanio, quello delle unioni gay e della contestazione al Papa di Piazza Esedra, si è riscoperto ateo devoto leggendo una pagina di Padre Pio e riscoprendo la bellezza della religione: meglio tardi che mai, avrà paura dell’inferno? Albano ha canta il Padrenostro, che non dovrebbe indurci in tentazione, però lui in tentazione è caduto, come tutti noi, per carità, lasciando una sposa e trasferendosi armi e bagagli da Loredana Leccio, salvo poi “rompere” anche con lei. Ma, colpo finale, in onore di San Pio da Pietrelcina, un proclama viene letto da un attore comico coivolto in discutibili storie di prostituzione e droga. Dio ha misericordia di tutti e non sta a noi giudicare. Ma i telespettatori che peccato hanno fatto per vedere su un canale pubblico una trasmissione così piena di controsensi? Ma, soprattutto, Padre Pio – un vero Santo dei nostri tempi – non avrebbe meritato di essere ricordato da chi i valori della Chiesa, almeno pubblicamente, li osserva davvero? Caro Petrus, la risposta la conosciamo entrambi e sono certo che i lettori saranno d’accordo con noi.