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La Rai, il Vaticano e i “Cappon di Renzo”
di Bruno Volpe
Caro Fra’ Sistino, ti rispondo sulla questione Rai-Vaticano alla quale, effettivamente, ci sarebbe poco da aggiungere avendo detto tutto Lei. Mi permetto, in humilitate et pro bono pacis, di aggiungere alcune brevi osservazioni. I nuvoloni in arrivo (sia ottimista, tuttavia il delitto non è stato ancora consumato) rappresentano la prova del secolarismo del nostro tempo. Rai-Vaticano conta su giornalisti che tutto il mondo ci invidia per serietà e preparazione come Giuseppe De Carli e Fabio Zavattaro? Bene, eliminiamo la struttura! Non sarebbe forse stato meglio aggiungere a queste forze, con contratti di collaborazione, altre firme di vaticanisti prestigiosi come Luigi Accattoli, Andrea Tornelli e così via? No. Cresce la domanda e dovrebbe crescere l’offerta. Questo, in teoria, in un’economia sana, ma non in Italia, dove i servizi sulle cose del Papa tendono a diminuire (ma almeno la qualità è assicurata) nonostante che Benedetto XVI, con la sua sagacia, con la sua preparazione, e, diciamolo pure, con il suo carisma, catturi folle enormi. Quello che non depone bene alla mia indole sospettosa è il presunto ideatore del paventato smembramento della struttura Rai-Vaticano: Claudio Cappon (nella foto), il direttore generale che ha dato disco verde a Michele Santoro in “Annozero” e alla spazzatura della BBC contro la Chiesa. Che voglia trasformare il bel principe in rospo? Che sia un intenditore di raffinate vendette anticlericali? Caro Fra’ Sistitno, io penso di no, ma non ci posso giurare. So solo che Rai-Vaticano è un patrimonio di tutti gli italiani e che va difeso con i denti, anche se vedo come nei Promessi Sposi i … “cappon” di Renzo che si beccano tra di loro e vogliono cambiare tutto. Chissà se oggi fosse vivo San Josemaria Escriva che cosa direbbe. Forse sottolineerebbe: “Dio non perde le battaglie perchè scrive dritto su righe storte”. E poi, esistono pur sempre altre televisioni e giornali. Vero, Petrus?
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