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Esce fuori strada a 300 km orari ma si salva. Il pilota polacco Kubica “miracolato” da Wojtyla?
Dalla corrispondente
Ilona Malysz
VARSAVIA – Un casco da formula uno, un incidente a 300 kilometri orari nel Gran Premio del Canada, una preghiera quotidiana al Servo di Dio Giovanni Paolo II. Tutto ciò potrebbe confluire nel procedimento di beatificazione dell’indimenticabile Papa polacco. Le dichiarazioni del pilota di Formula 1, Robert Kubica (originario di Cracovia, la stessa città in cui Karol Wojtyla è stato Arcivescovo), potrebbero essere allegate al fascicolo vaticano. Come è noto, domenica il pilota polacco (nella foto, l’incidente) è rimasto coinvolto, durante il Gp di Montreal, in una spaventosa uscita di strada. La macchina si è disintegrata e tutti lo credevano morto, invece ha fortunatamente riportato solo una scalfitura al piede. I cronisti polacchi gli hanno chiesto come si spiegasse tutto ciò e lui, candidamanente, ha risposto: “Non lo so. Certo è che io ho sempre pregato Giovanni Paolo II, che faceva il tifo per me da quando correvo come dilettante. Sul casco ho inciso il suo nome. Insieme siamo andati in pellegrinaggio alla Madonna di Jasna Gora, prima di ogni gara mi affido a lui”. Ed effettivamente la protezione del Servo di Dio Giovanni Paolo II sembra essersi fatta vedere e sentire. Che si tratti di un vero e proprio miracolo?
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