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Le serate romane di Benedetto

di Fra’ Sistino

CITTA’ DEL VATICANO – C’è chi dice che Papa Benedetto non abbia carisma. Niente di più sbagliato. E’ solo diverso da Giovanni Paolo II. Wojtyla amava le fughe verso le  montagne, con don Stanislao e qualche amico sciatore, sfuggendo talvolta anche alle guardie svizzere. Ratzinger invece ama le feste paesane. Venticinque anni vissuti in uno dei quartieri più popolari di Roma lo hanno reso un “borghigiano”, e come partecipava alle cerimonie parrocchiali dei Borghi, ora conclude le serate estive partecipando alle feste del Vaticano. Non quelle solenni ed ufficiali, ma quelle della gente. Come ha fatto qualche giorno fa, sorprendendo famiglie e amici delle 32 nuove reclute della Gendarmeria Vaticana, recandosi all’improvviso in mezzo a loro. Un grazie per chi si impegna ogni giorno perché tutto funzioni bene. Gendarmi, Vigili del Fuoco, per un pomeriggio hanno rallegrato tutto il quartiere con il suono delle bande e il profumo delle grigliate. Un’atmosfera che deve aver ricordato al Papa le feste patronali in Baviera, nei paesini che hanno segnato la sua gioventù, in quei centri dove tutti si conoscono e il parroco è l’autorità più importante. Una piccola fuga anche questa, come quelle di Wojtyla verso i monti. Una fuga per sentirsi, anche se per poco, il teologo bavarese innamorato di Gesù che sogna di trascorrere la vita a pregare e studiare in un paesino dove tutti si conoscono. E la nostalgia è anche dei borghigiani, abituati alla sua discreta e sorridente presenza, che si sentono un pò orfani. D’altro canto, come si fa a non amare Benedetto?