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Quale futuro per la struttura Rai-Vaticano? Mentre cresce la richiesta, diminusce l’offerta
di Fra’ Sistino
CITTA’ DEL VATICANO – Giovanni Maria Valli, caporedattore esteri del TG3 nazionale con incarichi per il Vaticano e vicino all’Opus Dei, passa al TG1. Una piccola rivoluzione. L’inviato per il Vaticano al tg dell’ammiraglia Rai è da anni Fabio Zavattaro, affiliazione Aziona Cattolica, competente e stimato in “appartamento”, fedele al Papa e alla Cei. Ma c’è anche un’altra struttura in Rai che si occupa solo e specificamente di Vaticano e Chiesa. Rai Vaticano, appunto, diretta da Giuseppe De Carli, nata nel periodo del Giubileo, e da anni a rischio di chiusura. Una mappa complessa che dimostra però una scarsa capacità, da parte dei dirigenti Rai, di utilizzare le capacità professionali per offrire un servizio davvero utile al pubblico. Se ne sono accorti anche in Parlamento visto che pochi giorni fa Antonio Satta dell’Udeur, in una nota alla Commissione di Vigilanza, ha chiesto ragione di questa decisione al direttore generale Claudio Cappon. Perché avallare il progressivo smantellamento di una struttura “garante della completezza, della complessità e della ricchezza dell’attività del Santo Padre, della Chiesa italiana e, più in generale, del profondo sentire religioso del popolo italiano?”. Certo, il TG1 può fare molto, ma è pur sempre una testata generalista che può lasciare spazi minimi all’informazione vaticana. I “servizi” durano al massimo un minuto e mezzo, le dirette di eventi pontifici sono rare. Non potrebbe essere altrimenti. Quasi ogni testata giornalistica italiana ha un “vaticanista”, la Rai ha la struttura “Rai Vaticano”. E non la usa. O ne mortifica il prodotto, come per la messa in onda del bellissimo documentario per gli 80 anni di Papa Benedetto, trasmesso in orari impossibili. Non che i responsabili della comunicazione vaticana abbiano una particolare sensibilità “mediatica”; proprio per il documentario in questione sono state girate dal Centro Televisivo Vaticano, su richiesta di Rai Vaticano, un’ora e trenta di immagini seguendo la vita del Papa in ogni momento della giornata. Ma poi il permesso di trasmissione era per pochi minuti e per un solo passaggio. Tanto disturbo al Papa per una resa così scarsa! Un vero spreco di energie e di pubblico. Alla gente d’Italia che ama il Papa, che lo ascolta e lo segue sarebbe piaciuto vedere di più, e magari in prima serata, al posto di inutili e superflui dibattiti politici. Insomma, la Rai invece di sviluppare una struttura che racconta il Papa alla gente, il suo magistero e anche le curiosità, aggiunge forze dove non si possono esprimere. Il Vaticano, al di là degli show di Bertone, non ha ancora dimostrato una vera “politica mediatica” per dare luce al ricchissimo magistero di Benedetto XVI, alla incessante attività che, nonostante gli 80 anni, Ratzinger compie ogni giorno e della quale il popolo di Dio riesce a sapere tanto poco. Il semplice ma completo notiziario di Telepace che via satellite raccontava il Papa ogni giorno con esaustività, è stato brutalmente soppresso e i responsabili della comunicazione vaticana non se ne sono curati; Sat 2000 ha prodotto uno striminzito ed inutile notiziario di mezza mattina e la gente continua a chiedere notizie dal Vaticano e del Papa che nessun media fornisce. Ora ci tolgono anche Rai Vaticano. Almeno c’è “Petrus” con i suoi 400 mila lettori!
Chi è Fra’ Sistino
Fra’ Sistino è piccolino e timido. Non sa nulla di mass media. Prega tutto il giorno in ginocchio davanti alla tv quando c’è il Papa. Ma vive in un convento molto vivace e spregiudicato, lui solo tenta di parlare di Dio ai confratelli che preferiscono il cinema e la discoteca alla messa e al catechismo. Giovanissimo e sportivo, vero scalatore della fede, ama la pulizia dentro e fuori la Casa del Popolo di Dio.
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