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L’analisi di Introvigne: “La Chiesa di Benedetto XVI molto severa con i pedofili”
di Bruno Volpe
CITTA’ DEL VATICANO – La Chiesa di Benedetto XVI e’ piu’ severa con i preti pedofili e fa bene a limitare l’accesso al sacerdozio degli omosessuali perche’ la maggioranza di coloro che cadono nella pedofilia ha orientamento omosessuale: e’ questa, in sintesi, l’opinione espressa da Massimo Introvigne, uno dei maggiori studiosi di religioni in Italia, sulla base di una ricerca che presentera’ l’11 giugno a Torino. La ricerca verte sulle premesse e gli esiti del recente programma di Michele Santoro e la messa in onda del documentario ”Sex Crimes and the Vatican”. ”Un instant book? – commenta Introvigne – Si’, ma solo con riferimento al caso Santoro, che ci ha convinto ad accelerare la pubblicazione. In realta’ mi dedico alla ricerca su sacerdoti e pedofilia negli Stati Uniti e altrove da oltre dieci anni”. Fra i dati poco noti in Italia che emergono dalla ricerca e’ che negli ultimi cinquant’anni 4.392 sacerdoti americani sono stati accusati di relazioni con minorenni, e 105 condannati (ci sono state transazioni e prescrizioni, ma anche molti accusati certamente innocenti). Nel 78,2% dei casi si trattava di minori che hanno superato la puberta’, quindi non di pedofilia in senso proprio. ”Dunque i casi di preti pedofili condannati negli Stati Uniti sono poco piu’ di uno all’anno – commenta Introvigne – sempre troppi – aggiunge – e infatti checche’ ne dica Santoro la Chiesa con Benedetto XVI e’ diventata piu’, non meno, severa, ma le cifre sparate in televisione sono del tutto fantastiche”. La ricerca rivela anche che tra i sacerdoti accusati di pedofilia l’81% avevano un orientamento omosessuale. ”Se sarebbe del tutto falso sostenere che tutti i preti omosessuali sono pedofili – conclude Introvigne, che dibattera’ a Torino con Giovanni Cantoni, direttore della rivista Cristianita’ – e’ un fatto scomodo, ma statisticamente certo, che la maggioranza dei preti pedofili hanno un orientamento omosessuale, il che mostra che le norme introdotte da Benedetto XVI per limitare l’accesso al sacerdozio di persone omosessuali non sono un’espressione di omofobia, ma un reale contributo al contenimento di questo triste problema”.
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