|
|
|

|
|
Bertone ribadisce: “Il quarto segreto di Fatima non esiste”
di Gianluca Barile
CITTA’ DEL VATICANO – Il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato vaticano, ritorna a smentire nel modo piu’ netto che esista una parte non rivelata del terzo segreto di Fatima relativa all’apostasia della Chiesa, cioe’ al tradimento della fede da parte della stessa Santa Sede attraverso le riforme e i cambiamenti introdotti attraverso il Concilio Vaticano II indetto da Giovanni XXIII. Teoria, quest’ultima, adombrata piu’ volte dai settori piu’ tradizionalisti della cattolicesimo. In un’intervista alla Radio Vaticana il cardinale Bertone spiega: nel terzo segreto ”non c’e’ assolutamente una profezia dell’apostasia della Chiesa, come molti vorrebbero che ci fosse”. ”Io ho ripetuto – spiega ancora il cardinale – com’e’ possibile che la Madonna, Madre della Chiesa, che accompagna la Chiesa ed e’, soprattutto, l’aiuto del Papa e dei vescovi, come l’ha invocata Giovanni XXIII, faccia una profezia per dire che ci sia un’apostasia della Chiesa?” ”La Chiesa e’ fedele – ha proseguito il Segretario di Stato – ‘portae inferi non praevalebunt’, anche se uomini e donne di Chiesa possono tradire la loro fede, e anche uomini di Chiesa, magari collocati in posti di responsabilita’, come abbiamo visto anche recentemente”. ”Pero’ la Chiesa – ha aggiunto ancora – e’ fedele! La Chiesa e’ aiutata dall’assistenza dello Spirito Santo a conservare intatta la fede e salda la concordia, come diceva il proto-vescovo di Vercelli, Sant’Eusebio: ‘Fidem custodire et concordiam serbare”’. Il riferimento di Bertone a chi anche ad alto livello ha tradito la Chiesa e’ forse indirizzato alla vicenda dei preti e dei vescovi che furono al servizio della polizia segreta comunista in Polonia. ”Io ho presentato – aveva spiegato poco prima il porporato – anche ad una trasmissione televisiva il testo autentico, le quattro paginette, cioe’ il foglio unico redatto da suor Lucia. Le parole del terzo segreto sono contenute in quel foglio e non ci sono altre parole scritte da suor Lucia che riguardino il terzo segreto”. ”Le altre parole – ha detto il cardinale – sono state inventate, formulate da altre persone, ma non corrispondono certo agli scritti di suor Lucia. Quindi, io sono fermamente convinto sia per la documentazione che era nell’Archivio Segreto del Sant’Uffizio, che e’ stata portata – come si sa – nel 1957 a Roma; sia per le dichiarazioni esplicite, personali di suor Lucia alla presenza del vescovo di Leiria, che non c’e’ altro: il terzo segreto e’ questo, dalla prima all’ultima parola”. Si tratta in tutto, racconta Bertone (nella foto con Suor Lucia), di ”62 righe. Ecco, se si vuole, 25 righe da un lato del foglio – si e’ citato il cardinale Ottaviani che parlava di un foglio di 25 righe, io ho cercato anche forse di interpretare, di spiegare, di giustificare questa affermazione del cardinale Ottaviani; e poi le altre righe – 16 piu’ 16 – dall’altra parte del foglio e quindi non c’e’ altro! Allora, io non posso accettare che ci siano altri segreti, che ci sia un quarto segreto”. ”Quella famosa frase – osserva il cardinale – ‘Il Portogallo serbera’ intatta la fede’, e’ contenuta in un altro scritto di suor Lucia e chiude con i puntini, come sappiamo, una parte delle memorie di suor Lucia. Basta: non c’e’ altro! Non ha continuato e non c’e’ assolutamente una profezia dell’apostasia della Chiesa, come molti vorrebbero che ci fosse”. La frase sul Portogallo secondo i teorici del quarto segreto lasciava intendere che altrove la Chiesa avesse tradito se’ stesa e quindi la fede. Il cardinal Bertone si sofferma poi sulla relazione che fu stabilita dallo stesso Giovanni Paolo II fra l’attentato di cui fu vittime nel 1981 e il terzo segreto di Fatima. ”Suor Lucia, come le altre suore del monastero – ha detto Bertone ai microfoni della Radio vaticana – appena ebbero appreso la notizia dell’attentato, furono sconvolte e si radunarono subito in preghiera perche’ la Madonna intervenisse a salvare il Papa”. ”E io – ha insistito il Segretario di Stato – ho interrogato esplicitamente suor Lucia sulla sua prima reazione di fronte all’attentato, in collegamento proprio con la terza parte del segreto di Fatima, e lei mi ha risposto: ‘Io ho pensato subito a quell’uomo vestito di bianco’, che nella redazione del terzo segreto aveva gia’ detto: ‘avemmo il presentimento che fosse il Papa”’. Di conseguenza ”collego’ essa stessa la cosa, per prima, prima ancora di Papa Giovanni Paolo II, perche’ Giovanni Paolo II collego’ l’attentato al mistero del segreto di Fatima dopo essersi fatto portare il testo della terza parte del segreto”. ”E direi – ha concluso Bertone – che lei per prima collego’ questo terribile evento con la profezia di Fatima. Quella notte certamente fu una notte tumultuosa, ma una notte di intensa preghiera di intercessione”.
|
|
|