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L’Onnipotenza di Dio è l’Onnipotenza dell’Amore
del Cardinale Angelo Comastri

L’inferno esiste ed è eterno
di Maurizio Fois

Quando l’Eucaristia è vittima dei satanisti
di Stefano Cropanese

Gli Ordini dei Canonici Regolari: numeri e abiti
di Daniele Di Sorco

Sul valore teologico del Concilio Vaticano II
di Don Curzio Nitoglia

Se anche le altre religioni recitassero il ‘mea culpa’
di Sergio Rolando

Il Generale e la cappella del disonore
di Gianluca Barile

La Grazia e il Peccato, nostro pane quotidiano
di Luciano Nicastro

Lettera a un seminarista
di Andrea Maniglia

Pompei, dove la Madonna appare ai cuori
di Padre Antonio Rungi



Milano, il cielo dopo Dionigi

di Padre Ottone

Cari fratelli, eccomi di nuovo con poche righe per raccontarvi alcuni fruscii che ho sentito sul Colle più alto della cristianità. Qui da tempo c’è chi si chiede con una certa insistenza che cosa accadrà quando il buon Dionigi Tettamanzi, Cardinale di Santa Romana Chiesa e dato in predicato di diventare Papa all’ultimo conclave (a riprova che quando si entra Papa in conclave al 99% si finisce per perdere l’ambito posto), scenderà dalla Cattedra di Ambrogio, cioè rassegnerà le dimissioni da Arcivescovo di Milano una volta compiuti i canonici 75 anni d’età. Un incarico importante, di peso, quello di Arcivescovo di Milano, che il buon Dionigi da Renate, già a Genova, già ad Ancona ed ora sul pinnacolo ambrosiano più elevato, ha assolto con impegno e dignità nonostante certe malelingue avessero storto il naso allorquando volle andare a visitare l’Autodromo di Monza e fece pure un giretto in Ferrari. Ora, che il rosso Ferrari si avvicini a quello della porpora cardinalizia ci può anche stare, ma noi preferiamo il rosso Ferrari (Andrea), un sant’uomo oltre che un gigantesco (nel senso che fu un gigante) Arcivescovo milanese. Mah. Dionigi ha saputo farsi amare; è stato l’uomo delle masse (qualcuno lo paragonò, all’atto dell’insediamento, a Papa Giovanni XXIII, cui per certi versi davvero somiglia), al contrario dell’intellettuale e intelligente Carlo Maria Martini; ha scritto anche lui dei libri, si è occupato di Bioetica, ha anche voluto catechizzare i fedeli attraverso la televisione. Di porcate in Tv se ne vedono tante, questa era una ventata d’aria pulita in mezzo a tanta puzza. Ma adesso che cosa succede? Dopo Dionigi a chi toccherà? Sono in tanti a discuterne, e la pattuglia dei lombardi in Vaticano fa finta di niente (a proposito: ha proprio una bella faccia da persona per bene Francesco Coccopalmerio, calato da Milano a presiedere il Pontificio Consiglio per l’Interpretazione dei testi legislativi. Noi lo conosciamo e possiamo dire che l’apparenza non delude affatto la sostanza… presto sarà cardinale, vedrete). Ma monsignor Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi, affiancato da monsignor Giovanni Giudici, confratello alla guida di Pavia, dove il Santo Padre ha voluto visitare i luoghi di Agostino, classe 1940, sacerdote dal 1964, è in pole position. Ma alla fine chi la spunterà? Vedremo, vedremo…