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La Fede e l’Europa di Costantino

di Angela Ambrogetti

TREVIRI – Ha segnato la storia di Roma, ma soprattutto la storia del cristianesimo in Occidente e in Oriente. L’imperatore Costantino, Costantino il Grande, è il protagonista dell’estate in Germania, a Treviri, città che per 10 anni è stata una delle capitali dell’Impero Romano. Fino al 4 novembre la cittadina tedesca, famosa anche  per i vini e per aver dato i natali a Karl Marx, ospita una esposizione dedicata a Costantino, dalle origini della famiglia, fino al mito di un imperatore che comprese l’importanza del cristianesimo. Fu lui, con il famoso editto di tolleranza, a mettere fine alle persecuzioni, e a offrire un sostegno politico alla nuova religione dell’impero. Costantino si fece battezzare solo in punto di morte e la sua vita non fu proprio un esempio di moralità, la sua adesione al cristianesimo di fatto fu soprattutto politica, e proprio per questo ancor più interessante. A capo di un impero sterminato che dalla Penisola Iberica, ai Balcani, al Medio Oriente, il figlio di Costanzo Cloro doveva difendere i confini di un territorio multi etnico e multi religioso. Con l’editto di Milano nel 313 di fatto introduce un principio politico modernissimo e ancora oggi disatteso: la libertà religiosa. Nato in Serbia da uno dei tetrarchi che governavano il vasto impero romano, Costantino, politico e condottiero, sconfigge l’antagonista Massenzio nella leggendaria battaglia di Ponte Milvio. “In hoc signo vinces” è la scritta che sarebbe apparsa in cielo sotto una grande croce. E Costantino vinse. Di qui una lungimirante azione politica di “cristianizzazione” dell’Impero che si arricchì di magnifiche opere architettoniche in ogni capitale a cominciare da Roma con la prima Basilica di San Pietro, poi Costantinopoli, che da lui prende il nome con Santa Sofia, fino a Treviri con  il palazzo imperiale e il complesso della cattedrale, in origine vasto come la basilica romana. Basiliche costantiniane sono anche quella del Santo Sepolcro a Gerusalemme e della Natività a Betlemme. Costantino fece costruire basiliche e chiese in  tutto l’impero, ma poche sono purtroppo sopravvissute. Proprio a Treviri è invece possibile vedere una delle sua grande opere. La grande aula delle udienze del palazzo imperiale. La esposizione è divisa in tre parti. Nel museo del Land (Renania-Palatinato), si scopre la storia di una epoca costantiniana nella politica, nell’ arte, nelle armi, perfino nella moda dei gioielli (come  gli anelli con inciso “FIDEM COSTANTINO” – nella foto –  che vengono da diversi musei del mondo). Il rapporto con la cristianità è invece illustrato nel museo diocesano che raccoglie i segni del rapporto tra l’ imperatore e la fede, la sua diffusione, l’influenza nella vita civile. Significativa la parte esposte nel museo della città: si ripercorre il mito fino alle feste di “San Costantino” in Sardegna. La mostra è ricchissima di oggetti magnifici provenienti da musei di ogni parte del mondo. Per la prima volta sono esposti elmi d’oro dalla Serbia, papiri dall’Egitto e ricostruzioni di edifici espressamente realizzati per la mostra. Didattica ed emozionante fino alla riproduzione 1/1 della testa di Costantino dei Musei Capitolini che chiude la esposizione del museo del Land espressamente ristrutturato per l’occasione. Potere temporale e spirituale che si intrecciano fino al mito della “Donatio” che avrebbe costituito la base per il potere temporale del papa, o fino alle moderne mistificazioni del “Codice da Vinci” di Dan Brown. La città di Treviri è “costantinizzata” fino al 4 novembre. Nelle banche si vende una moneta da 10 euro con l’effige di Costantino che può essere usata nei negozi. Le vetrine sono allestite con copie degli oggetti esposti nei musei, e copie del monumentale piede della statua capitolina segnano i luoghi significative della città. Trier vive ancora oggi all’ombra di una romanità antica, anche se molto altro è successo nelle sue mura. Una regione cattolica, segnata dalle imprese dei Principi-Vescovi elettori del Sacro Romano Impero, prussianizata, segnata dalla filosofia di Marx (nome molto comune nelle regione tanto che anche l’attuale vescovo si chiama così) e dalla presenza delle comunità ebraiche, ma soprattutto terra “romana” fina dalla porta della città: la Porta Nigra. Treviri è un po’il simbolo delle radici cristiane dell’Europa che qui si sono mantenute più evidenti e forti, grazie anche alla imponenza della architettura che domina la cittadina turistica e familiare. Un impegno importante per la regione che ha inserito la mostra nei progetti della Capitale 2007 per la cultura europea, la vicina Lussemburgo. Un impegno che fa riflettere sul valore di un personaggio vissuto 17 secoli fa con un agire spesso più moderno dei nostri contemporanei, che aveva capito, prima ancora di aver creduto, il significato della cristianità. (Il sito Internet della mostra è www.konstantin-ausstellung.de)