di Padre Ottone
Appassionati lettori di “Petrus”, eccomi a voi. Vengo con questa mia a difendere un confratello che stimo molto, don Fortunato Di Noto (nella foto), simpatico sacerdote siciliano di peso (anche a livello di gravità) che da quindici anni lotta disperatamente contro la pedofilia. Ha fondato un’associazione chiamata Meter nella sua Avola, e sin dalla fine degli anni Ottanta (chi di voi ricorda il Commodore 64?) si interessa della pedofilia on-line. Questo prete alto, enorme, barbuto e molto simpatico, sanguigno nel modo di essere e fare, un don Camillo della Trinacria per nulla trinariciuto, lotta ogni notte con i suoi volontari senza pretendere un centesimo. “Fosse per me, salverei tutti i bambini”, dice: e c’è da scommettere che lo farebbe, non foss’altro che nel mondo della lotta alla pedofilia spesso capita di leggere, ascoltare o vedere qualche esperto che tanto esperto non è e alla fine si assiste a beghe tra cacciatori di pedofili che si potrebbero evitare. Ma non importa. Ora, il nostro don Fortunato, ha incautamente osato intervenire nel dibattito sul video-scandalo realizzato dalla BBC e trasmesso dalla Rai nel corso della trasmissione di Michele Santoro, chiedendo al giornalista campano di fare una puntata sulla pedofilia, fenomeno pericoloso e trasversale che colpisce tutti, piuttosto che solo sui preti pedofili. Insomma, chiedendo un po’ di obiettività, visto che sparare contro la Chiesa è sempre facile e redditizio. Bene, è andato in trasmissione e Santoro se l’è presa con lui, arrivando anche a dire che le trasmissioni sulla pedofilia si potevano fare su Raiuno al posto dei “pacchi” di Affari Tuoi. Chiaro il riferimento alla Endemol, ora di proprietà di Mediaset, e quindi l’affondo a Berlusconi. La Chiesa, dunque, è forzista? Santoro dimentica che molto probabilmente Dio è apolitico, o quantomeno disinteressato a certi discorsi che volevano realizzare il “paradiso” in terra, soprattutto se socialista. Ma anche questo non importa, bisogna essere indulgenti. Dico allora che in mezzo a tanti sedicenti esperti (tra cui il matematico Odifreddi: professore, ma non è meglio studiare le equazioni, anziché parlare di diritto canonico, argomento che lei non conosce a dovere?), non hanno fatto parlare l’unico deputato a parlarne. Ed è stato un balletto di accuse, distinguo e quant’altro sapientemente gestito da Monsignor Rino Fisichella che ha messo a posto un pochettino di cose. Mah. Un fatto è certo: se la puntata serviva per istigare dubbi negli spettatori, ci sono riusciti. Sennò un fedele non mi avrebbe detto stamattina: qualche cosa di vero c’è. Sicuro che c’è, ma è anche sicuro che la Chiesa sta facendo del suo meglio per rispondere a questi problemi. Anche con un prete che ogni notte combatte contro gli orchi. Che lo hanno minacciato di morte e lo diffamano continuamente. Ogni sera, prima di andare a dormire, sbircio nel mio Pc. Tra le connessioni ce n’è una sempre attiva ed è quella di Fortunato Di Noto. “Buona caccia, don Fortunato”, è il pensiero che mentalmente gli rivolgo prima di andare a dormire.
Ma chi è Padre Ottone?
Padre Ottone è una gran faccia di bronzo. Nessuno sa chi sia esattamente, ma sotto questo pseudonimo si nasconde un professionista che da tempo si occupa di Santa Sede. Padre Ottone esce di notte, intabarrato, e si aggira dietro le colonne del Bernini tendendo l’orecchio e ascoltando. Ascolta tutti, guarda e sente proprio tutto, ma in maniera discreta, senza dare nell’occhio. Perché il vero piacere del giornalismo è poter essere ammessi a guardare l’ordito di questo grande telo chiamato vita dall’altro lato. Quello che non tutti possono vedere. E raccontare. In modo guascone e corsaro, il nostro Ottone cercherà di dire la sua. Ma non solo. Insieme a lui scopriremo notizie, aneddoti e retroscena sulla vita del Vaticano. E con lui sosterremo il Pontificato di Benedetto XVI. Benvenuto, Padre Ottone!