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Mentre Santoro sparlava in Tv, Benedetto XVI pregava per il mondo intero
di Angela Ambrogetti
CITTA’ DEL VATICANO – Mentre in tv si parlava e sparlava di un documentario, il vicario di Cristo pregava per il mondo intero. L’ultimo giorno del mese di maggio, i giardini vaticani si animano di canti, si illuminano di fiaccole. Centinaia di persone recitando il rosario sono salite alla Grotta di Lourdes, hanno atteso il Papa, hanno pregato con lui, per lui, per la Chiesa. Anche per chi, con ignoranza e arroganza, attaccava in una trasmissione televisiva proprio la Chiesa, tanto per il gusto di farlo. E anche per chi cercava di difenderla. La preghiera è un’arma potente, difesa per affrontare il mondo, ma anche consapevolezza del limite, richiesta di perdono, amore, carità. Nella tiepida sera di maggio, i fedeli riuniti intorno a Benedetto XVI hanno pregato Maria, hanno chiesto con Benedetto XVI l’aiuto dello Spirito Santo, quello Spirito che ha guidato la Madre di Dio, che ha seguito il Figlio che portava in grembo. Seguire Gesù significa mettere da parte se stessi, come ha fatto Maria, che andò a visitare la cugina Elisabetta bisognosa di aiuto, dimenticando se stessa e lasciandosi guidare dalla fede che opera mediante la carità. La riflessione del Papa si ferma proprio su questa carità, una vera virtù teologale che porta il cuore umano di Maria ad essere inserito nel dinamismo della Trinità. La Carità, la spinta verso l‘amore, perfetta nella Vergine di Nazareth. E’ questo Amore che ci spinge, il dinamismo della Carità che, ha detto il Papa, “da questo colle, da questa piccola parte di Chiesa che è la Curia” si spande verso Roma e verso il resto del mondo. Un Amore che avvolge con la Misericordia anche chi cammina nelle tenebre, un Amore che perdona, che illumina. “Quanta sporcizia nella Chiesa, quanta autosufficienza”, scriveva Joseph Ratzinger nel 2005. Ricominciamo da lì, dalla preghiera per combattere l’autosufficienza, certi che solo la Carità può vincere il Male.
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